|
Testimoni alla sbarra
-1-
“Da quanto tempo conosce il qui presente Seeley Booth?” mi chiede un
avvocatucolo da quattro soldi…
Da quanto, eh? “Da un bel po’…”
“È vero o no che lei, signor Hodgins, è diciamo ‘conosciuto’ per le sue
teorie… cospiratorie?”
Lo dice come se ogni giorno chiamassi la polizia denunciando
avvistamenti di astronavi aliene… E questo poi che c’entra con Booth? Il
signor ‘So tutto io’ qui mi vuole fregare… ma non sonno così fesso io…
“Beh, alcuni hanno la tendenza a considerare stupidaggini le mie teorie,
ma questa volta non è una cospirazione, è tutto vero!!”
“E perché questa volta dovremmo crederle, signor Hodgins?”
“Perché io c’ero! Ho visto tutto!”
“Ci dica, signor Hodgins, cosa ha visto esattamente?”
Forse crede di innervosirmi tirando fuori il mio nome ogni tre secondi,
ma non ci riuscirà…
“Ero lì quando Boo-, voglio dire, l’agente Booth, è praticamente
scappato dall’ospedale in cui era ricoverato per essere quasi saltato in
aria, e questo perché aveva capito che la dottoressa Brennan poteva
essere in pericolo…”
Mi fermo, aspettando che elaborino quello che ho appena detto.
“Continui…”
“Io ero lì, gli ho dato un passaggio… Credetemi, non si reggeva in piedi
e nessuno voleva che lui entrasse nell’edificio in quelle condizioni, ma
lui no, lo ha fatto lo stesso…” Meglio tralasciare sul fatto che io l’ho
assecondato con fin troppo entusiasmo… “E ha visto la dottoressa Brennan
appena in tempo per sparare al braccio del suo collega ed evitare che
lui la uccidesse. Non se lo sarebbe mai perdonato se le fosse successo
qualcosa…”
“Ma è normale, la dottoressa è la sua partner e lui è un agente
dell’FBI…”
Queste sono solo stupide insinuazioni, non la farà franca… l’avvocato
del diavolo… grrr…
“Amico, non è solo questo… non può essere solo questo… Ogni volta che la
vita della dottoressa Brennan è in pericolo lui non la molla un secondo,
non la vuole assolutamente perdere di vista, non è tranquillo a meno che
lei non sia sotto i suoi occhi! E la dottoressa Brennan non è
esattamente un tipo incapace di difendersi…”
Silenzio. Immagino sia un buon segno…
“E riguardo alla dottoressa Brennan, cos’ha da dire?”
Hanno cambiato argomento… decisamente un buon segno… li ho convinti…
“Beh… sempre per citare episodi a cui ho assistito personalmente… quando
siamo stati presi dal becchino, ed eravamo chiusi in una macchina,
sepolti sotto terra, con l’ossigeno agli sgoccioli, lei era SICURA che
l’agente Booth ci avrebbe trovati… e lei non è una che crede in niente
che non sia scientifico… Però aveva una fiducia cieca nell’agente Booth…
tanto che per lei il fatto che ci avrebbe salvati era un dato di fatto,
non una speculazione…”
Sembrano soddisfatti, mi lasciano andare.
Solo mentre mi fanno allontanare dal banco dei testimoni noto che Booth
e la Brennan sono entrambi seduti in prima fila, ma uno a destra e
l’altra a sinistra del corridoio che divide l’aula in due. E per un
secondo mi chiedo il perché. Entrambi fissano qualcosa ai loro piedi,
probabilmente le loro scarpe.
Non guardano verso di me neanche per un secondo, né si guardano tra di
loro. C’è per caso qualcosa che non va?
Non ho ancora fatto due passi fuori dall’aula di tribunale in cui mi
trovavo che gli agenti che mi stanno scortando mi fanno girare su me
stesso. Per un secondo ho la bizzarra impressione che mi stiano facendo
ballare… ma no, mi stanno semplicemente riportando sui miei passi, di
nuovo attraverso quella stessa porta di legno…
Rimango in piedi, in fondo all’aula, mentre tutti si alzano e aspettano
la sentenza del giudice. La stanza sembra sempre più grande di prima, e
riesco a stento a distinguere il giudice, ma riesco a sentire
perfettamente la sua voce, che assomiglia straordinariamente a quella di
Goodman, il nostro ex-capo… una tipica voce da afro-americano… Buffo
come si possa distinguere la razza dalla voce… Noi di solito siamo
abituati a farlo in base alla struttura ossea… Beh, più che altro gli
altri… io mi concentro più su altre cose… Forse potrei discuterne con
loro… in particolare con la Brennan… e con Zach…
Devo ammettere che quel ragazzo sa decisamente il fatto suo quando si
tratta di ossa… beh, quanto me quando si tratta di insetti o terra…
‘Terra’… la parola che mi ha fatto innervosire parecchie volte, perché
sono in pochi a capire quante possibili composizioni chimiche può avere
quella che loro chiamano volgarmente ‘terra’… quanti segreti si possano
scoprire analizzandola…
Ma ora devo concentrarmi, la sentenza sta per essere emessa…
La voce mi giunge chiaramente, come se il giudice stesse parlando
proprio accanto a me, ma forse ci sono microfoni nascosti e dietro di me
ci sono gli altoparlanti…
“Questa corte dichiara gli imputati…”
Pausa tattica. Pensavo la
facessero solo nei film…
“…colpevoli”
Colpevoli? Di cosa?!? Solo ora realizzo che non so per cosa siano stati
appena giudicati.
E allora in base a cosa ho testimoniato?
Eppure mi sembrava di essere così sicuro, lì, sul banco dei testimoni…
Magari è colpa mia se sono stati giudicati colpevoli… ma di cosa? Non
dovrebbero specificarlo in una sentenza? Oppure, questo sì, succede solo
nei film?
“Colpevoli di cosa?” grido in mezzo all’aula. E improvvisamente mi sento
ancora più piccolo… Persino il giudice, laggiù in fondo a questa specie
di cattedrale, sembra troneggiare su di me… Ma non potevo non chiederlo…
Ci sono due dei miei migliori amici laggiù, e non posso permettere che
vengano giudicati colpevoli di chissà cosa senza neanche provare ad
impedirlo… Magari è un complotto dell’FBI per togliere di mezzo Booth…
Magari perché si è schierato troppe volte dalla nostra parte… come
quando il vice-direttore dell’FBI Kirby lo ha sospeso perché aveva
indagato sulla morte di Augustus Harper…
Ma allora la Brennan cosa c’entra? Beh, lei c’entra sempre a dire la
verità… soprattutto se c’è di mezzo Booth…
Cerco di guardare nella loro direzione, per cogliere il loro sguardo, ma
non ci riesco. Hanno ancora gli occhi bassi, anche se non capisco come
faccio a saperlo, visto che sono lontani e non sono certo
nell’angolazione giusta per vedere i loro occhi…
Nessuno mi ha ancora risposto… sembra quasi che il giudice stia
aspettando che i miei pensieri si fermino e che io mi concentri sulla
sua risposta… ma come fa a vedere se lo sto ascoltando a questa
distanza?
Ok, ora lo fisso finché non mi risponde…
“Sono colpevoli di aver ignorato i propri sentimenti”
E adesso? Cosa faranno? Li metteranno in prigione? Non è giusto…
Stupido Hodgins!! Pensa prima di parlare! Guarda che guaio hai
combinato…
“Hodgins?” E ora chi mi chiama? Non ho visto nessun altro che conosco in
quest’aula… “Jack?” Qualcuno mi scuote il braccio…
È Angela!
Meno male! Almeno una persona sana di mente, la mia ancora di salvezza
in questa gabbia di matti…
Ma da dove è spuntata Angela? Non c’era prima… ne sono sicuro… l’ho
cercata…
Ehi, ma sono nel mio letto, a casa mia… quindi è stato tutto un sogno…
“Devo aver sognato tutto…” mormoro, ancora un po’ stranito,
stropicciandomi gli occhi con le mani.
“Dev’essere stato un sogno interessante…”
“Perché?” Cos’ho fatto nel sonno? Ho parlato?
“Borbottavi… e ad un certo punto hai iniziato a darti dello stupido da
solo…”
Sospiro. Non è esattamente la cosa che avrei voluto che sentisse… ma la
mia Angela ha già imparato a convivere con bel po’ di mie stranezze… non
sarà certo questo a cambiare le cose…
“Allora, me lo vuoi raccontare il sogno o no?”
Come faceva a sapere che glielo volevo raccontare? Lasciamo perdere…
D’altronde ha sempre avuto un certo vantaggio su di me… almeno da quando
mi sono innamorato di lei come un ragazzino…
Glielo racconto, ovviamente. E lei ascolta attentamente. E mi sorride.
Mi aspetto un qualche commento sul genere di sogni che faccio, o sul
fatto che non ho sognato lei…
Già, perché non c’era Angela nel mio sogno?
“Inguaribile romanticone… Dai, torna a dormire…”
Già. Forse ha ragione lei. Come sempre. Ma non ero così prima di
innamorarmi di lei… o sì? Boh, non lo so… e in fondo neanche mi importa…
Spero solo che nel mio prossimo sogno ci sia anche Angela però…
(...Continua...) |