Testimoni alla sbarra

-2-

“Lei dice di essere un’artista, vero signora Hodgins?”
Eh?!? Signora Hodgins?!? Da quando? Decisamente non sono un tipo da ‘signora Hodgins’… Sembro una signora Hodgins io?
Poi guardo in basso, al completo che indosso, e inorridisco. Sembro mia nonna!! Ho persino un filo di perle al collo! Ma da dove sono spuntate? Jack non penserà mica che mi vesta così solo perché è ricco, vero?
Mi do della stupida da sola non appena mi ritorna in mente l’immagine di Jack con il suo pigiama preferito… che lo fa assomigliare a Steve Irwin, l’uomo dei coccodrilli… Come se lui fosse il tipo che va al lavoro con una macchina super-sportiva e vestiti eleganti, e non l’uomo che ama lavorare con gli insetti e il fango…
Però devo ammettere che sporcarsi le mani ogni tanto può essere divertente, questo gliel’ho dovuto concedere…

Ma ora quello che ho in testa non ha assolutamente a che vedere con il posto in cui mi trovo… A proposito, dove mi trovo? E perché? Sembra un’aula di tribunale… e il tizio che mi ha fatto una domanda ha tutta l’aria di essere un avvocato…
Già, mi aveva fatto una domanda… Qual era? Ah, sì…
“Certo che sono un’artista!”
“Allora che cosa ci fa qui?”
Eh?!?
“Scusi?”
“Che cosa ci fa qui? Questo è un tribunale, qui servono prove, non ritratti, quindi non capisco quale possa essere il suo ruolo qui, oggi, in quest’aula…”
Invece di rispondergli la verità, cioè che non ne ho la minima idea, mi inalbero.
“Il mio compito solitamente è quello di fare ricostruzioni 2D e 3D. Ho inventato un programma per ricreare olograficamente persone e situazioni in base ai dati che abbiamo raccolto. È un metodo assolutamente scientifico e sicuro…”
Mi tratta come se io fossi l’anello debole della catena, l’unica persona che non fa un lavoro ‘vero’… anche se spesso sono proprio io a permettere di identificare la vittima… proprio grazie ai miei ‘ritratti’, come li ha chiamati lui…
“Ma in che modo lei o il suo programma potete essere utili alla nostra dissertazione?”
‘Dissertazione’?!? ma come parla? Non siamo mica alla discussione della tesi di Zach…
Ma torniamo al punto, come posso essere utile?
Poi mi ricordo del sogno che mi ha raccontato Jack… Quindi vogliono le prove che Bren e Booth hanno ignorato i loro sentimenti… è di questo che stanno parlando… Dunque… in che modo?

Sento i criceti che lavorano nella mia testa, ma a vuoto. È come se i miei attuali pensieri e il cervello in cui i criceti corrono come forsennati non fossero collegati… come se il cervello che in questo momento sta pensando non fosse il mio e io potessi solo osservare… Un po’ come quei racconti delle persone in coma che si sono viste fluttuare sopra il loro corpo…
Forse in vita mia ho guardato troppa televisione…

Improvvisamente i criceti si fermano.
Sono rimasti folgorati.
Lo so.
Ho la risposta.
La versione cricetiana del cervello ha capito cosa si aspettano da me… o da lei?

“Il mio programma crea ologrammi in base a dati oggettivi, in base alle prove, in modo da ricostruire la dinamica dei fatti. Io inserisco tutto quello che sappiamo all’interno del programma, e questo in cambio produce situazioni compatibili con tutti i dati in nostro possesso. In questo caso posso fare lo stesso, usando come dati le prove presentate dall’accusa, per poi poter ricostruire i sentimenti che hanno portato ai fatti considerati!”

Ho concluso con una certa aria di trionfo…
Ho vinto! Ho dimostrato di essere anch’io una scienziata, e anche l’avvocato sembra accettare la mia risposta e tollerare la mia presenza ora… O per lo meno non mi guarda più come se fossi un topo nella sua cucina…

Smetto di esultare quando ripenso a quello che ho detto. Ricostruire sentimenti con una macchina?!? Oh mamma mia! Ma che roba è, fantascienza psicologico-scientifica?!? Bren inorridirebbe… Meglio che non sappia mai neanche che questa idea ha attraversato il mio cervello… anche se è solo un sogno…

Bren avrebbe qualche obiezione al fatto che mi sono ritrovata qui al Jeffersonian direttamente dal tribunale senza fermate intermedie… probabilmente avrebbe qualcosa da ridire riguardo al rompere le leggi della fisica immagino… Chissà se lei fa mai sogni assurdi… Ho sempre pensato che tutti ne facessero… ma lei odia la psicologia… magari, anche se ne ha fatti, li ha rimossi per evitare di parlarne…
Neah… Se se ne ricordasse ne avrebbe parlato… avrebbe solo cercato di evitare spiegazioni psicologiche…
Uh… mi ricordo i miei di sogni assurdi… i primi tempi in cui uscivo con Jack… Una volta stavo ballando con non so quale insetto… e la cosa più strana era che sapevo anche il suo nome scientifico!!


Scuoto la testa, o almeno mi sembra di farlo, e improvvisamente, senza sapere come è successo, sono davanti all’Angelator, in quella stanzetta a me tanto familiare al Jeffersonian, e accendo la mia strumentazione.
“Allora… quali sono i dati che posso inserire?” chiedo, chiaramente orgogliosa della mia creatura.
“Ce lo dica lei signorina Montenegro…”
Adesso sono la signorina Montenegro?!? Perché?
“Vediamo… intanto è chiaro che quei due sono decisamente attratti l’uno dall’altra… abbastanza da non nasconderlo nemmeno… E poi… beh, per esempio Bren non è partita con Sully…”
Vedo una sorta di ghigno sulle labbra dell’avvocato, come se si aspettasse questa frase e sapesse già come rispondermi.
“Ma il dottor Wyatt ha detto che il motivo…”
Beh, se era questa la sua obiezione è fin troppo facile smentirlo…
“Il dottor Wyatt ha detto quello che doveva dire per farli tornare a lavorare bene insieme, senza tensioni… Ma ha mentito… Non dico che Booth fosse la sola ragione per cui Bren non è partita con Sully… ma credo che Booth da solo rappresentasse almeno tre quarti della ragione…”


Gli elenco una serie di episodi ‘minori’ che comunque, secondo me, sono molto significativi, e nel frattempo inserisco i dati relativi nell’Angelator. Quando ho finito di caricare dati faccio partire il programma e aspetto che il render sia completo.

Un secondo dopo compare un grosso cuore rosso e pulsante, come quelli che vendono dappertutto a S. Valentino.
Una rappresentazione un po’ stereotipata… un po’ tanto effettivamente…… ma d’altronde come può una macchina visualizzare sentimenti se non in modo stereotipato?

Mamma mia… come è possibile che io, ripeto, IO, sia così dannatamente razionale in un sogno?!?
Nella vita non lo sono…
Passo decisamente troppo tempo in laboratorio… o con Hodgins… magari tra un po’ inizieranno anche a piacermi gli insetti…

Intanto l’immagine olografica del cuore lentamente si dissolve, per essere poi sostituita da una versione virtuale di Bren e Booth che si avvicinano, si prendono per mano e iniziano a camminare, guardandosi negli occhi. Poi iniziano a diventare sempre più piccoli, come se si stessero allontanando, fino a scomparire.

Che carini! Un finale perfetto per un film d’amore…
Peccato che questo non sia un film d’amore, ma solo una ricostruzione virtuale…

Immagino che Hodgins non sia l’unico inguaribile romantico tra noi due…

(...Continua...)


Cap.1  ---  Cap 2  ---  Cap.3