Testimoni alla sbarra

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Mi sono già trovata altre volte a dover testimoniare in tribunale per un caso, ma di solito l’atmosfera è sempre seria, tesa. Oggi no. Chissà perché, ma mi trovo sul banco dei testimoni in un’aula di tribunale, e sono… divertita. È come se mi aspettassi da un momento all’altro accadesse qualcosa di assolutamente imprevedibile e fuori posto.
L’avvocato (sarà dell’accusa o della difesa? Strano, non lo so, ma non mi importa) si avvicina a me. Sta per farmi una domanda.

“Lo sa, vero, che lei ha il ruolo della strega cattiva in questa storia?”
Ecco.
Qualcosa di fuori posto.
Strega cattiva?!? Ma dove sono, in un racconto dei fratelli Grimm?!? O in un film della Disney?
“Io? E perché?”

E se dovessi scegliere… che strega cattiva sarei? Vediamo…
Ehi! Il ‘vediamo’ era letterale… davanti a me ora c’è uno specchio in cui si riflette la mia figura intera, con uno dei miei tailleur migliori, uno di quelli riservati per il tribunale o le riunioni importanti…

La prima strega che mi viene in mente è Ursula della Sirenetta. L’immagine allo specchio cambia fino a presentarmi una versione di me stessa acconciata proprio come lei.
Orribile!
Decisamente no, i tentacoli non mi donano, né il suo colorito, e il mio giro vita è decisamente migliore del suo.

La matrigna di Cenerentola… no, lei non era una vera strega, niente poteri magici, quindi non conta… O no? Non ricordo… Non riesco nemmeno a visualizzarmi l’abito…

Neanche Maga Magò direi che fa per me… Grassoccia, capelli grigi sparati in testa, per niente curata, vestito orribile. Non abbiamo decisamente niente in comune. Allo specchio sembro un fotomontaggio (e anche fatto male).

Andando sul moderno c’è la strega bianca delle cronache di Narnia… Di ghiaccio, bellissima e cattiva… Ma nel suo corpetto rigido proprio non mi ci vedo… E immagino che C. S. Lewis (autore delle Cronache di Narnia, n.d.r.) avesse in mente qualcuno di un po’ più pallido di me per quel personaggio…

Chi altro c’è?
Ecco, trovato! La strega di Biancaneve! Mi si addice senz’altro di più. È bella, ha un vestito elegante, che valorizza la figura… Sì, decisamente è il costume più adatto a me.

Il mio interlocutore sta rispondendo alla mia domanda…
Già… sono in tribunale… me ne ero quasi dimenticata… È stato divertente cambiare costume in un battito di ciglia… Come se anch’io avessi la mia personale fata madrina come Cenerentola…
“Perché la sua recente relazione con l’agente Booth l’ha allontanato dalla dottoressa Brennan…”

Questa poi…
In questo caso almeno ho capito che genere di strega sono… Ursula quando prende un aspetto umano (peraltro uguale a quello della Sirenetta, ma con i capelli neri) per conquistare il principe Eric…

“Ma per favore… Ok, c’è stato un periodo in cui ho pensato di ricostruire la storia con lui, ma sicuramente questo non ha minimamente allontanato l’agente Booth dalla dottoressa Brennan…”
E poi loro non hanno un limite di tempo entro il quale lei tornerà una sirena… quindi, anche se fosse? Non sarebbe stato poi un grande problema…

“Come può esserne sicura?”

Qui la questione si fa interessante… Forse è il caso di lasciar perdere i costumi dei cartoni della Disney e tornare al mio tailleur… E poi il vestito di Ursula, anche in versione umana, non mi donava in ogni caso…

“Innanzitutto lui ha messo subito in chiaro che, lavorativamente parlando, stava dalla sua parte. Completamente.” E ho sempre avuto il sospetto che non si riferisse solo all’aspetto lavorativo… Già non era carino che stesse sempre e comunque dalla sua parte sul lavoro… “Poi, mentre la nostra relazione era ancora in corso, la Brennan è stata presa dal becchino e lui è quasi impazzito per ritrovarla, mentre noi altri avevamo quasi perso la speranza. Nello stesso periodo sono andati insieme a Las Vegas, da soli, e per di più fingendo anche di essere una coppia… Per non parlare di quando dovevamo cenare insieme e lui ha preferito rimanere in laboratorio per fare compagnia alla dottoressa Brennan… o quando è andato a casa sua, nonostante io fossi ancora in pericolo all’ospedale e ci fosse un’intera pattuglia di polizia a disposizione, perché aveva capito che Epps sarebbe andato da lei… Si sente troppo responsabile per lei per lasciare che sia qualcun altro ad occuparsene… Era così prima che arrivassi io ed è ancora così.”

Sono quasi senza fiato dopo la lunga arringa che ho appena finito. E, ripensando a quello che ho appena detto, sono anche un po’ seccata. Lì per lì non ci avevo fatto più di tanto caso, ma da come si comportava Seeley chiunque avrebbe pensato che era la Brennan la sua ragazza, non io… Ok, eravamo d’accordo nel tenere tra noi la nostra relazione, però alcune cose avrebbe potuto evitarle…

“Cosa sta cercando di dimostrare?”
Ancora? Mi sembra evidente… Credo che anche Zach lo capirebbe…
“Io non sono la cattiva qui… Il rapporto tra l’agente Booth e la dottoressa Brennan non ha niente a che vedere con me… è una storia a parte… La mia relazione con l’agente Booth non gli ha mai impedito di stare vicino alla dottoressa Brennan o di comportarsi come più riteneva necessario nei suoi confronti…”

“Quindi mi sta dicendo che, se non ci fosse stata lei, è sicura che non avrebbero comunque ammesso i propri sentimenti per tutto questo tempo?”
“Ne sono assolutamente convinta.”
Annuisco con decisione, tanto per confermare ulteriormente la mia affermazione.
“Perché?”
Altra spiegazione in arrivo…
“La dottoressa Brennan ha iniziato a frequentare l’agente Sullivan quando ormai la mia relazione con l’agente Booth era finita, e lei questo lo sapeva perfettamente, tanto per cominciare. Non sarebbe successo se lei fosse stata consapevole dei suoi sentimenti, e l’agente Booth non le avrebbe consigliato di partire se avesse ammesso di provare per lei qualcosa di più dell’amicizia…”

Sembra che l’avvocato stia trattenendo un sorriso…
“Ne è sicura?”
In effetti di questo non ne sono affatto convinta. Anzi, sono quasi sicura del contrario… In ogni caso tutto ciò continua a non avere niente a che fare con me.
“Ehm… diciamo che, anche se ne fosse stato consapevole, non era comunque pronto a confessarlo a qualcun altro…”
O a se stesso… Boh, questo può saperlo soltanto lui.
Sempre ammesso che lo sappia.

“Un’ultima domanda dottoressa Saroyan. Se gli imputati volessero fare ammenda per il tempo perso, lei li ostacolerebbe? Sarebbe una reazione comprensibile, visti i suoi precedenti con l’agente Booth e la situazione lavorativa a rischio in cui si trovano gli imputati…”

Considero per qualche secondo l’osservazione. È vero, visti i miei ‘precedenti’ con Seeley non sarebbe facile per me se il loro rapporto cambiasse… però… però…

“No. Il mondo esterno e le situazioni che devono affrontare sono già fattori abbastanza negativi, non hanno bisogno di altri ostacoli… E poi hanno già dimostrato un attaccamento fuori dal comune, un atteggiamento che molti potrebbero definire ‘inappropriato’ per due partner che si trovano spesso in situazioni ad alto rischio… L’unico passo che ancora manca è che siano loro stessi ad ammetterlo…”

“Mi sta dicendo che starebbe dalla loro parte?”
Me lo chiede con l’aria di chi non ti crederebbe nemmeno se la macchina della verità confermasse le tue parole.
“Non sto dicendo che mi farebbe piacere, ovviamente. Sto solo dicendo che non sarei io a mettermi in mezzo.” Sarei meschina se lo facessi. E poi in fondo non mi riguarda… proprio come la mia passata relazione con l’agente Booth non riguardava nessuno dei nostri colleghi di lavoro.
Forse è meglio dire che non dovrebbe riguardarmi…
“Probabilmente alla fine potrei anche essere felice per loro… Sono umana, provo affetto per ogni membro della squadra della dottoressa Brennan. Se fossero felici così e il lavoro non ne risentisse, non avrei niente in contrario…”
Forse. Non dovrei.

Una volta completata la deposizione mi rendo conto che ormai, volente o nolente, ho veramente iniziato a considerare l’idea di Seeley e la Brennan insieme… e l’iniziale timore che tra loro ci fosse qualcosa con il tempo è diventato una sorta di aspettativa… Il ‘se’ si è pian piano trasformato in un ‘quando’…
In fondo è meglio per l’ego di una donna pensare di essere stata lasciata in favore del ‘grande amore’, quello con la A maiuscola, inevitabile quanto unico, piuttosto che pensare che lui preferisca semplicemente parlare con un’amica piuttosto che uscire con te, no?

(...Continua...)


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