Testimoni alla sbarra



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Sto camminando lungo un corridoio dall’aria familiare, anche se non riesco a ricordami dove ne ho visto uno simile, poi ho aperto una porta e mi sono ritrovato in una stanza molto familiare. E questa volta mi ricordo benissimo dove l’ho vista. E quando.
È stato ieri sera, nel mio sogno.
Guardandomi attorno vedo che non solo sono di nuovo nella stessa aula di tribunale, ma anche l’avvocato è lo stesso (e forse anche il giudice, anche se non ne sono del tutto sicuro).
Quindi sto di nuovo sognando. Ma perché di nuovo questo sogno? Spero non diventi uno di quei ‘sogni ricorrenti’ di cui parlano gli psicologi… anche perché io non ho mai avuto sogni ricorrenti… almeno se non conto quelli in cui riesco ad intrufolarmi al Pentagono o alla Casa Bianca, mi scoprono e vogliono mettermi a tacere in vari modi (alcuni anche molto fantasiosi, devo confessare).
Comunque stavolta non sono seduto al banco dei testimoni, ma tra il pubblico, in prima fila. Potrebbe essere un buon segno.
Mi sento stringere la mano e mi accorgo che è Angela. È qui, alla mia sinistra, e sta guardando in direzione dell’avvocato.
Buffo come funziona la mente umana… la notte scorsa ho pensato che avrei voluto che ci fosse stata anche lei in quel sogno, e ora c’è veramente.
Però non c’è solo lei… guardandomi ancora un po’ intorno vedo Zach seduto alla mia destra, rigido nel suo completo nuovo ‘da tribunale’, e ancora più in là c’è la dottoressa Saroyan.
A questo punto mi aspetto che ci siano anche Booth e la Brennan, ma non li vedo accanto a noi né dietro di noi. Ed è strano perché, di solito, quando ci chiamano a testimoniare per un caso, la Brennan c’è sempre. In fondo è lei la responsabile, è lei che dà l’identificazione finale… Ok, ora anche Zach, con il suo dottorato, potrebbe farlo, però finora non ha mai seguito un caso senza di lei… anche per le identificazioni dal Limbo la consulta…

“Ehi, Jack” È Angela che mi chiama. “È lui, vero?”
Io annuisco, sapendo perfettamente che si sta riferendo all’avvocato. Vuole sapere se è lo stesso del mio sogno. Ma se lei lo sa, allora… “Anche del tuo?”
“Sì, anche nel mio era lo stesso… quindi…” Si volta in direzione di Zach e Cam, con un cenno della testa indica loro l’avvocato e anche loro annuiscono.

Oggi al lavoro è venuto fuori l’argomento, non mi ricordo come, e ci siamo resi conto di aver sognato tutti di essere in tribunale. Io, Angela, Zach e Cam. Poi Booth è arrivato a prelevare la Brennan, così l’abbiamo chiesto anche a loro. Booth ha fatto una faccia strana e ha iniziato a spingere via la Brennan. Sembrava che lei non avesse sentito la domanda, ma è probabile che fingesse di non averla sentita. Dal loro disagio era più che evidente che la risposta era sì, e probabilmente il loro imbarazzo era dovuto al fatto che l’argomento del loro sogno era lo stesso dei nostri, “Booth e la Brennan” .

“Ti è mai successa una cosa del genere?”

Scuoto la testa. No! Certo che no! Nonostante tutte le mie teorie (o paranoie, come qualcuno le definirebbe), non mi è mai capitato di condividere i sogni con qualcuno… È stranissimo… Se fosse solo per Angela potrei anche crederci… ma non è possibile che tutti noi stiamo consapevolmente vivendo lo stesso sogno! È troppo assurdo anche per me! Probabilmente me lo sto solo immaginando. Dopo aver saputo che anche gli altri hanno sognato di testimoniare in tribunale il mio subconscio li ha inseriti in questo sogno. Questo non significa necessariamente che anche loro stiano vivendo questo sogno. Sì, deve essere questo.

“Avvocato, può presentare la sua arringa finale”

Arringa. Quindi il processo sta per finire. Beh, in realtà era finito anche ieri nel mio sogno… però non c’era stata nessuna arringa né una decisione della giuria.

“Grazie signor giudice. Signori, in questo caso le testimonianze parlano da sole… Avete sentito il Dr Hodgins raccontare di come l’agente Booth abbia messo seriamente a rischio la sua salute pur di salvare la dottoressa Brennan; avete sentito anche che la dottoressa Brennan, pur convinta empirista, crede abbastanza nell’agente Booth da non avere avuto nessun dubbio sul fatto che lui l’avrebbe salvata, ha avuto fiducia in lui fino all’ultimo. Avete visto all’opera il programma creato dalla signorina Montenegro, programma basato su dati oggettivi e comprovati, e l’esito non ha bisogno di spiegazioni, non dava adito a nessun dubbio. Il dottor Addy, pur non avendo notato niente di anomalo, probabilmente perché troppo focalizzato sul lavoro, ha ammesso la ragionevolezza della possibilità di un coinvolgimento emotivo degli imputati. La dottoressa Saroyan ha testimoniato quanto l’agente Booth si sia sempre occupato della dottoressa Brennan, anche durante la sua relazione con la stessa dottoressa Saroyan, tanto da rendere più plausibile ad un qualunque spettatore esterno un suo coinvolgimento con la dottoressa Brennan rispetto ad uno con la dottoressa Saroyan.”

“Hey, io non ho detto questo!!” sbotta lei, fortunatamente non abbastanza forte da farsi sentire dall’avvocato o dal giudice. Angela l’ha guardata male, credo, perché lei dopo ha borbottato “D’accordo, l’ho pensato, ma non l’ho detto!”

“E ora veniamo ai diretti interessati…”

È a questo punto che li vedo, la Brennan e Booth. Sono seduti l’uno accanto all’altra al banco degli imputati. La dottoressa Brennan in particolare sembra un po’ confusa mentre guarda l’arringa dell’avvocato. Come se non sapesse cosa fare… E non capita spesso che succeda una cosa del genere…

“La dottoressa Brennan ha continuato a negare l’evidenza, ma questo non vi deve stupire signori. Io, se devo essere sincero, me lo aspettavo. Quello che non può spiegare con la scienza per lei non esiste. Come spiegare altrimenti la sua continua negazione, il suo non considerare quello che per tutti gli altri è palese?”
A questo punto Booth si è girato a guardarla e lei si è un po’ rilassata. Lui voltandosi mi ha dato le spalle, quindi non ho idea di che cosa abbia fatto per farla rilassare, ma evidentemente c’è riuscito.

“E per quanto riguarda l’agente Booth… il suo conflitto interiore parla da solo. Come si può essere disposti non solo a dare la propria vita per qualcuno, ma a mettere in discussione ciò in cui si crede, anche se solo ipoteticamente, per qualcosa di meno dell’Amore… Cosa può turbare così tanto un uomo dai principi saldi come l’agente Booth se non la consapevolezza di provare qualcosa che va molto al di là dell’amicizia per la sua partner?”
Adesso è lui che guarda in basso e sembra imbarazzato. Lei però fa in modo che lui la guardi e gli sorride. Questa volta lo vedo… È un bel sorriso… di quelli che dicono ‘va tutto bene’, e anche questo è insolito per lei. Di solito è Booth quello che la rassicura…

Nel frattempo l’avvocato ha finito l’arringa e si siede. Immagino che mi aspetti un po’ di attesa, ma in un battito di ciglia siamo già pronti per la sentenza. E poi parlano della lentezza dei processi…

“Io dichiaro gli imputati Temperance Brennan e Seeley Booth colpevoli di aver volontariamente ignorato i propri sentimenti. Gli imputati vengono pertanto condannati a riconoscere apertamente i suddetti sentimenti e ad agire di conseguenza.”

Sento Angela che praticamente squittisce accanto a me. E non è riuscita ad evitare di fare un salto sulla sedia alla lettura della sentenza. Come scienziato mi rendo conto che tutto questo è assolutamente e totalmente assurdo, ma è bello vedere Angela così allegra. Forse dovrei aiutarla a far sì che l’happy ending ci sia anche nella vita reale se questo la rende così felice…

Guardando Angela mi sono perso la reazione dei diretti interessati alla sentenza. È di nuovo Angela a fare un cenno nella loro direzione, con un sorriso grande come una casa dipinto sul volto.

Quando mi giro spalanco gli occhi per la sorpresa e rimango letteralmente a bocca aperta.

Booth e la Brennan sono sempre nello stesso posto, masi sono alzati in piedi. Entrambi stanno più o meno sorridendo (lui decisamente, lei in modo meno appariscente ma comunque riconoscibile).
La cosa che mi ha fatto rimanere a bocca aperta però è un’altra. È che si tengono per mano!!

Piano, senza fretta, e sempre tenendosi per mano, lasciano il loro banco e si avviano verso l’uscita dell’aula. Sembra che non si siano nemmeno accorti della nostra presenza.
Quando le porte si chiudono dietro di loro so già che mi aspetta una discussione infinita sull’accaduto con Angela, che trascinerà anche gli altri nel discorso, ma tutto quello che è intorno a me sembra pian piano svanire.

Mentre il sogno giunge alla sua conclusione non posso fare a meno di ricordare l’espressione dipinta sui volti della Brennan e di Booth. Sembravano felici. Niente di più, niente di meno.

********

“Ehi, Jack”
Mi riscuoto. Anzi qualcuno mi scuote. Angela, ovviamente. Come ieri sera.
Con uno sguardo capiamo di aver fatto lo stesso sogno. Ma se noi abbiamo fatto lo stesso sogno… forse anche gli altri l’hanno fatto… E forse è vero anche tutto quello che ha detto l’avvocato…

Davvero Booth è così turbato? Ho notato che è spesso a disagio quando si toccano argomenti delicati, ma pensavo che fosse solo seccante sentirsi sempre contraddire… Mi sembrava di essere al cinema guardando quei due bisticciare!
È anche vero che nel mio caso l’avvocato ha riportato proprio quello che avevo detto nel mio sogno, e anche nel caso di Angela, ma dev’essere solo perché io sapevo cosa avevo sognato e Angela mi aveva raccontato il suo sogno…

“Sì?”
“Credo proprio che l’avvocato abbia ragione…”

Io ero pronto a pensare che fosse un mio viaggio mentale e lei mi dice che l’avvocato ha ragione?!? Certo, lei è sempre stata una ‘fan’ della Brennan e di Booth, però ci vuole qualcosa di più per convincermi…

“Stamattina, prima che venisse fuori che tutti noi avevamo fatto sogni analoghi, ho sentito Bren parlare con Booth nel suo ufficio, circa un’ora prima che lui tornasse a prenderla…”
“E?!?” ora ci si mette anche lei a fare le pause strategiche?
“Ecco… la conversazione riguardava proprio questo… Booth le ha detto che apprezza il fatto che lei sia sempre sincera, però parlare con lei è come combattere contro i mulini a vento. Lei gli ha detto che probabilmente non è brava a capire le persone, ma ha capito che lui ci rimane male quando lei reagisce nel suo solito modo, che è come suo padre e vorrebbe che fosse tutto bianco o nero, ma si rende conto che spesso non è così.”
“E poi?”
“Al che Booth è rimasto letteralmente a bocca aperta e le ha chiesto perché glielo stava dicendo. Bren ha risposto che lo fa per ‘reciprocità’, lui le ha detto come si sentiva e lei ha fatto altrettanto. Lei ha perfino aggiunto che, anche quando non è d’accordo con lui, capisce il suo punto di vista, e che comunque, anche se lei non condivide, è quello in cui lui crede che ha fatto di lui quello che è e che le va bene così. Qualcosa del genere.”
Qualcosa del genere? Probabilmente, conoscendo Angela, una volta tornata nel suo ufficio si è trascritta il dialogo per non dimenticarselo. “E poi che è successo?”
“Non lo so, stava arrivando qualcuno e sono dovuta andare via per evitare che mi scoprissero.”
“Wow, questa è veramente grossa!”
“Lo so!!! Non potevo crederci nemmeno io! Ero così fiera di lei… e anche Booth, sai? Aveva una faccia… da farti venire voglia di andare lì e strizzarlo come…”
“Angela!”
“Oh, scusa. Ma hai capito quello che intendevo…”
“Sì…”
Ehm… questo verso è uscito un po’ troppo come un grugnito… Ho veramente capito quello che intendeva, però questo non significa che mi faccia piacere il pensiero della mia ragazza che ‘strizza’ Booth. Anche se si tratta solo di un amichevole entusiastico abbraccio.
E intanto Angela è ripartita a tutto gas.
“Questo significa che anche loro hanno sognato l’avvocato la notte scorsa… E se l’hanno fatto ieri è probabile che l’abbiano fatto anche stanotte…”
“E se hanno fatto il nostro stesso sogno allora…”
“Allora potrebbe essere tutto vero!! Potrebbero esserci arrivati finalmente!!”

Credo di essere diventato sordo dopo la serie di acuti emessi da Angela. Molto più forti di quelli del tribunale. Però in fondo anche a me farebbe piacere se fosse tutto vero… Accidenti, basta vedere come Booth guarda la Brennan per capire che è pazzo di lei… Forse non ha speso tutti i soldi che ho speso io per una boccettina di profumo, ma è solo perché non li ha… In compenso credo che le abbia regalato molte altre cose… che non hanno niente a che vedere con i soldi…

Mi sono distratto un attimo e mi rendo conto che nel frattempo Angela ha in mano il telefono. E il mio radar mentale si è acceso, indicando un pericolo.
“Che fai?”
“Devo chiamarla Jack! Devo sapere se è vero!!”
Eh, no, questo no!
“È mezzanotte Angela! La vedrai domani al lavoro…”
“Ma devo sapere! Magari se aspetto lei si dimenticherà tutto e domani mattina sarà tutto come prima. Non ti sentiresti in colpa se succedesse?”
“No, perché sono sicura che tu provvederesti immediatamente a raccontarle il sogno e le sue implicazioni in ogni singolo dettaglio, rendendole impossibile non ricordarselo”
“Ma…”
“E se lei si fosse svegliata come noi e volesse chiamare Booth? O il contrario? Se la chiamassi tu Booth non riuscirebbe a raggiungerla…”
“E se fosse andata da lui? O lui da lei? Non sarebbe fantastico? Magari tutti e due! E se si incontrassero a metà strada?”
“Angela…”

Non riesco a nascondere del tutto un sorriso sentendo il film che la sua fervida immaginazione sta partorendo. Mi ha fatto vedere abbastanza commedie romantiche da avere una chiara idea della scena che ha in mente. Lui e lei si guardano, magari dai due lati opposti della strada, magari sotto la pioggia, eccetera eccetera eccetera.

“Quindi cosa facciamo adesso? Niente di niente?” Dal suo sguardo è più che evidente che questa soluzione non la entusiasma affatto.
“Non proprio niente di niente. Dormiamo. Quello che hai da dirle può aspettare fino a domani. Sono solo poche ore in fondo…”

Dopo aver mugugnato ancora per un po’ riesco a convincerla.
In realtà credo che lei voglia solo aspettare che io mi sia addormentato per prendere il telefono e sgattaiolare in salotto… Non importa…

Davvero, in questo momento non mi importa perché quel sogno mi ha lasciato una strana sensazione… come nelle favole… la sensazione dell’ “andrà tutto bene”… Sono sicuro che, telefonata o no, alla fine il sogno si avvererà. Se non sarà domani sarà dopodomani, ma succederà.

FINE

 


Cap.6  ---  Cap.7  (Epilogo)