Shipper

Piccola pietra miliare nella relazione tra i nostri personaggi preferiti. In questo episodio ci sono sprazzi di una Brennan umana e compassionevole. Si trova infatti ad investigare su un delitto in cui è coinvolta una famiglia di immigrati salvadoregni. Lei ha provato sulla sua pelle la paura e la prevaricazione degli squadroni della morte del Salvador quindi si dimostra particolarmente morbida nei confronti degli indiziati. Booth sembra spiazzato dal suo atteggiamento ma è lei a ricordargli di non essere un poliziotto. In fondo lei è solo una scienziata che assiste nelle indagini e non ha nè l’attitudine nè la preparazione per affrontare in modo forte e ricattatorio degli indiziati che dopotutto sembrano solo povera gente impaurita.

Ma la stoffa per dare una lezione al capo di una banda che tenta di intimidirla e il coraggio per metterlo al tappeto ci sono tutti.

La realtà della situazione però rientra in gioco: sebbene Brennan sia capace di difendersi, il  suo coraggio e la sua determinazione possono metterla in pericolo ed è infatti quello che accade.

Per la prima volta Booth non solo si trova a doverla proteggere, ma ad andare contro la legge pur di farlo.

Quando scopre del pericolo si mostra molto preoccupato e non esita un attimo a prendere la situazione nelle sue mani e a risolvere il problema da uomo.

Brennan è la sua partner e da questo momento in poi sappiamo che non c’è niente che Booth non farebbe pur di garantire la sua sicurezza.

Lo spirito generoso di Brennan che pervade questo episodio resiste fino alla fine, momento in cui paga un doppio funerale alla povera famiglia salvadoregna. E mentre lei assiste alla cerimonia leggermente irritata dall’assenza del suo partner, Booth sta minacciando un uomo, pistola alla mano, per proteggerla.

Ed eccolo, arriva di fretta a funerale finito, ed accetta il suo sguardo di disapprovazione con un sorriso.

Se solo Brennan sapesse cosa ha fatto per lei…

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