L’episodio ai Raggi X

Backstage

Quando questo episodio è andato in onda, David Boreanaz ed Emily Deschanel sono apparsi in uno spot per le donazioni per le vittime dell’uragano Katrina.

Il caso

Brennan ha usato le ferie per prestare aiuto volontario nell’identificazione delle vittime dell’uragano Katrina, a New Orleans. Ora sta per rientrare a Washington, ma… i suoi progetti incontreranno un ostacolo inaspettato…
Un’altra pietra miliare della stagione. Da non perdere assolutamente.

I protagonisti: particolari, dinamiche, evoluzione

Cosa succede se mettiamo un’antropologa atea e razionale e un poliziotto cattolico ed istintivo al centro di un mistero voodoo nella magica, tetra New Orleans?
Succede che ci ritroviamo con un episodio col botto, ovviamente.
Si era già intuito che Brennan non è una persona normale. Ma adesso ne abbiamo decisamente un’ulteriore prova: è in vacanza e cosa fa? Va in Giamaica come fece Booth qualche episodio addietro?
Oh, no. Va a New Orleans ad aiutare ad identificare le vittime non riconosciute dell’uragano Katrina. Che è encomiabile, sicuro, ma, diciamolo, non è da tutti.
Sai, ‘vacanza’ viene dal latino ‘vacatio’“, le ricorda Booth. “Significa ‘libertà’, ‘liberazione’… Magari dovresti considerarlo, la prossima volta…”.
Un’osservazione inutile, ovviamente. Brennan si limita a ribattere: “Stai imparando il latino?”.
Già, ma se Brennan è a New Orleans, come gliela dice lui, questa cosa? Al telefono?
Eh, qui sta il bello… Naturalmente lei è incapace di portare a termine una vacanza, seppure atipica, senza finire in qualche pasticcio o scoprire qualche altarino. In questo è un po’ come Jessica Fletcher. Per cui, due minuti prima sta cercando di tenere scherzosamente a bada le avances di un collega dell’obitorio di fortuna in cui lavora e due minuti dopo si risveglia nel bagno del proprio alloggio, insanguinata e ferita e con un giorno di meno nei suoi ricordi.
Confusa, in ospedale per i dovuti controlli, chi decide di chiamare? Angela, magari, la sua migliore amica? Goodman, il suo capo, per avvertire che non torna come previsto?
No, no. Chiama Booth, naturalmente. Ingiungendogli pure di non preoccuparsi. Ma ormai noi conosciamo il nostro bell’agente: potrebbe non preoccuparsi? Potrebbe restarsene fermo dov’è? Col cavolo!
Eccolo quindi precipitarsi a New Orleans. Non come agente dell’FBI, ma come amico. Quasi sfonda la porta dell’ambulatorio, per arrivare da lei. E notate la delicatezza con cui le prende il mento per osservarle i lividi sul volto. Persino la detective della polizia locale, che sta raccogliendo la deposizione di Brennan, non manca di rimarcare la sollecitudine di lui, chiede:
Chi è questo?”
E’ dell’FBI“, risponde Brennan. “Siamo più o meno partners“.
Il ragazzo è volato fin qui da DC?”, sogghigna la detective. “Siete più che partners“.
Siamo d’accordo, signora, ma lo spieghi lei a questi due, se ci riesce…
Devo precisare che questa detective Harding si dimostra da subito parecchio aggressiva nei confronti di Brennan.
In molti, sui forum americani, trovarono strana questa aggressività. Forse può esserci di base una naturale istintiva competizione. La Harding sembra essere un tipo tosto. Probabile che alzi gli scudi contro un’altra femmina altrettanto forte. E mi sbaglierò, ma la sua ostilità si accende proprio all’arrivo di Booth in modalità “cavalier servente”. Per certe donne abituate a cavarsela da sole – e questa Harding ne ha tutta l’aria – la devozione di un uomo può risultare indigesta ed avere l’effetto di una provocazione.
E Angela? Cioè, se una detective sconosciuta si è fatta subito delle idee sui due “partners”, cosa pensa Angela di Brennan e Booth insieme a New Orleans?
Tenete presente che al Jeffersonian nessuno sa di quanto è capitato a Brennan. Angela sente per caso la voce di Booth, mentre é al telefono con l’amica. E si illumina come una lampadina. “Stai saltando sul tram che si chiama desiderio con Booth?”, esclama. “Oh, adoro questa cosa“. Concordiamo, Angela. Anche noi ameremmo che saltassero su quel tram. E’ lì che sfila regolarmente davanti a loro e quei due non lo vedono…
Peraltro, Angela è dura da convincere. Anche quando Brennan la informa dell’amnesia, lei non se la beve: “Ah, un’amnesia da voodoo“, commenta scettica con Zack. “Buona, questa“, dice lui. “Già“, sospira Angela. “Brennan combatte con gli zombie a New Orleans e noi siamo bloccati qui“.
Ma torniamo a Brennan. Senza contare l’amnesia di un giorno, ha un polso fratturato, una commozione cerebrale, febbre e un lobo strappato. “Ho perso uno dei miei orecchini preferiti“, dice mortificata a Booth.
Sei preoccupata per la perdita di un orecchino?“, si sorprende lui. “Dovresti piuttosto essere preoccupata per la perdita di un intero giorno“.
Brennan ammette che è stupido, ma l’orecchino in questione era di sua madre. E chi è avvezzo alle sceneggiature televisive a questo punto ha già intuito che non si insisterebbe su questo particolare, se non fosse importante. E lo è, caspita se lo è.
Perché nel corso della puntata emergono molte novità inquietanti, tra cui per esempio un cadavere orribilmente inchiodato al muro, e succede che Brennan viene prima sospettata e poi accusata di questo orrendo omicidio, avvenuto ovviamente in quel giorno che lei non ricorda. La nostra povera dottoressa arriva quasi a credere di averlo fatto davvero, annichilita dal vuoto nella sua mente.
Potrei essere stata io“, ipotizza con Booth. “Non solo non ho un alibi, ma non so nemmeno spiegare a me stessa dove fossi… Per cui potrei essere stata io“.
No, non puoi essere stata tu“, ribatte ostinato Booth. “Io lo so, ok? Mi ci giocherei la carriera. L’ho già fatto“.
Che cosa intende Booth con quel “l’ho già fatto” che si rifiuta di spiegare a Brennan?
Semplice. Sul luogo del delitto ha trovato l’orecchino perduto di lei. E prima che qualcun altro lo notasse, lo ha sottratto dalla scena del crimine. Non certo per coprire un’assassina, ma perché sa – sente – è sicuro che Brennan sia innocente.
Però la sostanza del gesto non cambia: lui è un agente dell’FBI che ha rubato una prova. Davvero questo significa mettere in gioco tutta la propria carriera.
Naturalmente Brennan verrà scagionata. Ma prima di giungere al lieto fine, l’episodio riserverà altre sorprese.
Come Caroline Julian, un avvocato dell’FBI fatta arrivare da Booth per difendere Brennan. Una che sembra già aver lavorato a New Orleans e che pare conoscere il detective Harding. Ed è un’altra donna tosta. Le tre lauree di Brennan non la mettono certo in soggezione e, anzi, pensa che sia una stupida perché non tiene la bocca chiusa.
L’interrogatorio è finito“, intima alla Harding. “Ho bisogno di parlare in privato con la mia cliente, prima che si faccia da sé l’iniezione letale“.
Una tipa simpatica. E non è l’unica volta in cui la vedremo…
Il suo incontro con Brennan ci offre anche l’occasione di sapere qualcosa in più del curriculum di Brennan stessa: è addestrata in tre tipi diversi di arti marziali, è stata accusata due volte di aggressione, registrata come tiratrice nell’NRA, e con licenza di caccia in quattro stati. Ed ovviamente, come ben sappiamo, ha sparato ad un uomo disarmato.
Non voglio che questa qui si arrabbi con me“, commenta Caroline.
Un’altra sorpresa sono… Jack e Angela.
A causa delle varie, misteriose telefonate di Brennan, alla lunga Angela capisce che a New Orleans sta accadendo qualcosa di grave e si confida con Jack.
Tutta questa storia di Brennan che va di qua e di là a combattere il crimine è stupida. E’ da pazzi“, si lamenta. Ma Jack la coglie in contropiede:
Lei ha iniziato a cambiare dal giorno in cui ti ha incontrata. Vede come prendi la vita. Ed è una gran vita. Booth è arrivato e le ha concesso un’opportunità, ma l’idea lei l’ha presa da te. Brennan vuole una vita come la tua“.
Non è poi tanto quel che Jack dice. E’ come lo dice. Come guarda Angela.
In America, i fans hanno subito capito che gatta ci covava e sono iniziate le discussioni: l’idea di una shipper Jack/Angela piaceva? A voi piace?
Questa però è una puntata ricchissima e non posso evitare di sottolineare i continui battibecchi di Brennan e Booth sul tema “voodoo versus cattolicesimo”. Assolutamente esilaranti. Difficile rimanere seri, davanti a Booth che esclama:
Ehi, vacci piano sui cattolici, ok? Piano“.
E non mancano anche i bisticci tra Jack e Zack in laboratorio. Vince Zack 10 a 0, con questa battuta:
Ho notato che cerchi di sembrare più alto quando sei vicino a Brennan. E anche ad Angela. Perché sono entrambe più alte di te“.
A Jack non rimane che desiderare di strangolarlo. Senza speranza di poterlo fare davvero.
In conclusione sarete d’accordo che questo è un grande episodio.

Guarda chi si rivede

Nel ruolo di Sam Potter, ritroviamo Scott Lawrence che interpretò Sturgis Turner nelle ultime stagioni di JAG.

La scena

Booth e Brennan sono a pranzo. Temperance chiede perché lui sia così gentile, premuroso, con lei.
Perché loro pensano di averla fatta franca. Bruciano le loro vittime. Le fanno esplodere. Le gettano nell’oceano. Le seppelliscono nel deserto o le infilano in un tritalegname. Qualche volta, sai, gli anni passano, e loro si rilassano. E ricominciano a vivere le loro vite come se non avessero fatto nulla di sbagliato. Come se non avessero distrutto la vita di qualcun altro per ottenere ciò che hanno. Pensano di essere salvi… ma sai, tu rendi insicuri quei bastardi. Ed ecco perché sono gentile con te“.
Brennan è colpita. “Non potrei fare questo senza di te, Booth“, replica.
Sì, uhm… magari allora dovresti essere anche tu un po’ più gentile con me?“, propone lui sorridendo.
Anche Brennan sorride. “Dovrei davvero“.
(Aggiunta personale: cribbio, sì, Brennan, dovresti. Sappi che ci sono un sacco di donne, nel mondo, che vorrebbero essere più gentili con Booth)

La battuta

Booth: “Noi non creiamo zombie“.
Brennan: “em>Gesù è risorto dopo tre giorni”.
Booth (orripilato): “Gesù non è uno zombie!!!!“.

Simbologia

Non ho mica raccontato come si conclude la storia dell’orecchino. L’ho tenuta da parte perché si tratta di una scena troppo carica di significato…
Abbiamo Booth e gli squints riuniti al Jeffersonian, a fine episodio, a discutere della possibilità che l’amnesia di Brennan sia stata dovuta al voodoo.
Ovviamente lei si oppone all’idea della magia, nelle persone e negli oggetti:
Le cose sono solo cose“, afferma. “Non hanno nessun potere sul futuro delle persone o chissà quale magico significato“.
Ed ecco che Booth fa spuntare l’orecchino di lei dalla propria mano, con nonchalance.
Brennan è sbalordita e chiede dove l’abbia trovato.
Che importa?”, glissa lui, con un sorriso dei suoi. “E’ solo una cosa, giusto? Nessun potere sul tuo futuro, nessun magico significato“.
Se ne va, soddisfatto. Gli altri sono incuriositi, domandano se tutto ciò prova qualcosa.
Brennan contempla l’orecchino di sua madre e mormora: “Sì, prova qualcosa“.
Cosa?
Ci si è interrogati, su questo, nei forum americani. Brennan si riferiva a Booth? Alla prova della sua lealtà, della sua amicizia? O pensava a sua madre? Alla possibilità di ritrovarla come quell’orecchino?
Al di là delle interpretazioni personali, i simboli sono tanti. Un oggetto, l’orecchino, che contiene il peso del passato, rappresentando uno degli ultimi legami con una persona cara sparita, e il presentimento dell’avvenire, che si confermerà nell’immediato futuro della serie stessa. E la fede. Di Booth. Nell’onestà di Brennan e nell’istinto, nel potere delle cose. Il simbolo più grande sta proprio nel suo gesto finale: è lui a restituire a Brennan il passato e il futuro. E lo fa grazie al proprio cuore. Per cui il cuore (Booth) dona alla mente (Brennan) il conforto della memoria e la speranza nel futuro, nonché lo stupore dell’emozione. E’ questo che un cuore (grande) deve fare.

Il mio parere

Un altro dei miei episodi preferiti.
A dispetto della nota amara dell’uragano Katrina, New Orleans resta uno scenario sempre di sicura atmosfera ed il tocco in più della misteriosa amnesia di Brennan ha un affascinante sapore hitchcockiano.
Il plot è invero leggermente ingarbugliato, la risoluzione del caso forse un po’ tirata via, ma come sempre, in questa serie, quel che conta sono loro, i protagonisti, i loro passi avanti, i loro dialoghi, i loro gesti.
E poi… mi rivolgo a te, donna, che stai leggendo questo commento. Chiunque tu sia. Ti chiedo, donna, come si fa a non amare Seeley Booth? Come? Come si fa a non amare un uomo che si precipita dalla collega non appena lei ha bisogno di lui, che mette a rischio una carriera in cui crede profondamente perché ha fede in lei? E che le restituisce un oggetto caro ed importante in un modo che scioglierebbe anche le calotte polari marziane? Come?!

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