L’episodio ai Raggi X

Il caso

La serie si avvia alla conclusione e colleziona casi particolari.
Questo sulle prime nemmeno lo sembra: abbiamo il capo di Booth, Cullen, che deve affrontare il grande dolore di una figlia adolescente malata terminale. Ma proprio l’origine di questa malattia rivelerà un mistero inaspettato…

I protagonisti: particolari, dinamiche, evoluzione

L’abbiamo visto apparire in vari episodi di questa prima stagione, ma ora Sam Cullen, il superiore di Booth, acquista una propria tridimensionalità di personaggio. Ha una famiglia: una moglie e una figlia di 15 anni, Amy. Gravemente malata. Un cancro ai polmoni.
Un cancro in cui Brennan, naturalmente, non vede chiaro. E dietro il quale scoprirà una storia brutta e sporca di traffico di ossa cancerogene per gli innesti.
Uno squallore che purtroppo non stupisce. Basta seguire un qualsiasi telegiornale, anche nel nostro stesso Paese. Emerge per esempio che sul mercato nero, gli innesti ossei vengono venduti a 10.000 dollari.
Gesù. Le mie ossa valgono molto più di quella cifra“, commenta Booth.
Cosa ti rende così speciale?“, domanda stupita Brennan.
Tre bicchieri di latte al giorno“, risponde lui. “Mi tengo in forma e mangio sano“.
Ma che bravo ragazzo. Li vendono in serie o bisogna accaparrarseli all’asta?
Perché non è solo un bel ragazzone in salute, il nostro Booth. E’ anche – ma lo sapevamo – un uomo di cuore. E di sensibilità. C’è di mezzo la figlia di Cullen. E lui sa cosa significa essere padre. Per cui non si ferma nemmeno se il caso, all’inizio, non è sotto la giurisdizione dell’FBI.
Dovrei prenderti a calci nel sedere“, dice Cullen, quando lo viene a sapere. “Che hai fatto? Ti sei preso dei giorni di malattia per lavorarci?“.
“, ammette Booth. “Emicrania“.
Cullen lo ringrazia. Nel momento in cui parlano, Booth non ha più bisogno di indagare ufficiosamente:
Prendi il figlio di puttana che ha fatto questo a mia figlia“, lo esorta accorato.
E Booth non si fa pregare, come suo solito:
E’ assolutamente la mia intenzione, signore“.
E riuscirà nell’intento, ovviamente. Ormai lo conosciamo.
Tutto il gruppo, peraltro, Brennan in testa, si adopera per dare giustizia ad Amy. Una giustizia purtroppo tardiva. Il suo cancro è dovuto a un innesto osseo subìto dopo un incidente e chi ha causato questo orribile danno viene arrestato, ma nulla di tutto ciò ormai serve a fermare la malattia. Terminale. Ineluttabile.
La più coinvolta è Angela. Come lei, Amy disegna. E le due passano molto tempo insieme. Amy è a proprio agio con Angela, si confida:
E’ difficile, sai. Un secondo prima vado a scuola, sto per diventare un’artista e quello dopo i miei amici non sanno che dire, i miei genitori sono spaventati. Le cose cambiano, credo“. Povera bambina, davvero….
Ha sogni delicati e ben precisi. Come il museo del Louvre.
Il Louvre è incredibile?“, chiede.
Il più bel luogo che si possa vedere“, le racconta Angela. “E ci andrai di persona. So che lo farai“.
Parole? Solo parole dette a una quindicenne morente per riscaldarle il cuore?
Forse no, forse no…
Amy sogna anche l’amore. Le piace un ragazzo di nome Aaron, appena trasferito a Washington con la sua famiglia dal Maine. Ed è così carino… L’ha anche invitata ad uscire, ma lei ha rifiutato . E’ chiaro il perché.
Di fronte alla propria impotenza, Angela è frustrata. Loro studiano ossa anche vecchie di centinaia d’anni, catturano serial killer. Eppure non possono aiutare una ragazzina di 15 anni. “Tutto quello che vuole è innamorarsi e visitare il Louvre“, si sfoga con
Jack. Lui le ricorda che lei ricrea volti e corpi per lavoro, può ricreare anche il Louvre.
E che mi dici dell’amore?“, replica Angela.
E’ sopravvalutato“, risponde Jack. “Il più delle volte“.
Da come guarda Angela si direbbe che non sia una di quelle volte.
Comunque Angela segue il suo consiglio. E ricrea un Louvre virtuale, in modo che Amy possa avere l’illusione di visitarlo davvero. Un Louvre tutto per lei. Scena toccante. Ti fa sperare che per Amy possa finire diversamente…

Guarda chi si rivede

Nel ruolo del dottor Odgen ritroviamo Mark Harelik. Forse il nome non vi dirà nulla, ma, se siete fans di “Angel-The Series”, ricorderete certamente uno dei suoi episodi cult, “Waiting in the wings”, nella terza stagione. Bene, lì Harelik interpretava il Conte Kurushu, quello che teneva intrappolata la ballerina nello spettacolo eterno.

La canzone

Una colonna sonora particolarmente bella, in quest’episodio. Per cui segnalo tre brani.
“See the sun” di Peter Murray, nella scena in cui compaiono le altre persone a cui sono stati inseriti gli innesti cancerogeni.
Poi “The dumbing down of love”, di Frou Frou, mentre i medici parlano con i coniugi Cullen.
E quindi “Born” di Over the Rhine. Sul finale. Il testo dice : “Sono nata per amare, imparerò ad amare, senza paura“.
Commovente, se si considera il destino di Amy.

La scena

Quella iniziale. La curiosità di Brennan riguardo la malattia della figlia di Cullen e il tentativo di Booth di impedirle di ficcare il naso. I suoi ripetuti “No!” imperiosi sono impagabili. Sembra un marito con la moglie.
Ciliegina sulla torta, Cullen che li interrompe:
Quanto è opportuno che voi due stiate bisticciando in un reparto pediatrico?“.

La battuta

Brennan, dopo che Booth ha rischiato di scontrarsi con un’altra auto guidando e contemporaneamente leggendo una lista di possibili donatori di innesti ossei:
Preferirei non diventare io stessa una donatrice

Il mio parere

Questo sarebbe stato l’episodio ideale per un crossover con “House”.
Complicando un po’ la malattia di Amy, quantomeno.
Scherzi a parte, questo è un altro di quegli episodi di “Bones” che, come già è accaduto con l’episodio del “supereroe nel vicolo”, passano magari inosservati ma, ad un’attenta occhiata, si rivelano di grande finezza narrativa. Il tocco nei dialoghi, la partecipazione misurata eppure presente di Brennan, la commozione negli occhi di Angela, la muta comprensione tra padri e uomini che si rispettano di Booth e Cullen. Piccoli flash intimistici che fanno la differenza.

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