Backstage

Con questo episodio, “Bones” inaugura il 2007, sempre il mercoledì ma in coppia con il colosso degli ascolti della Fox, “American Idol”, e il binomio è vincente. La serie incrementa il suo pubblico di ben 4 milioni di telespettatori in un solo colpo.

Il caso

Howard Epps, il serial killer, con cui Booth e Brennan si sono misurati già due volte, evade di prigione, in puro stile Conte di Montecristo. E prende di mira l’intera squadra del Jeffersonian.

I protagonisti: particolari, dinamiche, evoluzione

Come notavo nei precedenti commenti, Booth sembra spesso scordarsi di Cam. E in questo episodio, in proposito, ha un brusco risveglio. Gli avvenimenti ben poco piacevoli che coinvolgono tutta la squadra ed, in particolare, proprio Cam, gli sbattono in faccia l’esistenza di lei e del loro rapporto. Un rapporto che lui ha ripreso e portato avanti in maniera troppo superficiale. Finalmente, anche se in ritardo, Booth sembra rendersene conto.
Lo si intuisce già all’inizio della puntata.
Epps è evaso e Booth chiede a Cam di raddoppiare la sicurezza nel laboratorio.
Pensi che Epps se la prenderà con Brennan?“, replica lei.
Può sembrare una domanda come un’altra, ma in effetti denota che Cam sa chi è la persona sempre al primo posto nella mente di Booth. Non c’è da stupirsi, se ricordiamo ciò che è accaduto negli episodi prima di questo.
Booth le risponde che da Epps ci si può aspettare di tutto, poi aggiunge che non vuole che nemmeno lei stia sola.
Mi stai invitando da te?“, sorride Cam.
Notate come Booth glissi sull’argomento. Cam ci ha provato, ha buttato lì un’esca, una provocazione. Intrisa di chiara speranza da parte sua. E Booth la salta a piè pari. Ribatte che è solo il caso che tutti stiano lì riuniti al laboratorio, per essere più al sicuro. Si avvicina e le sorride.
Si baciano. Cosa che non vedevamo dalla loro unica scena di letto, nella puntata 2×05. Ma guardate bene: è Cam a protendersi per il bacio, a prendere l’iniziativa. Lui si limita a ricambiare.
Sono contenta di averti al mio fianco“, mormora lei. E Booth compie finalmente un piccolo gesto, quello di poggiare la fronte alla sua, con un altro sorriso. Una tenerezza inusuale, da parte sua, finora. Se però continuate ad osservare la scena, vi verrà il sospetto che probabilmente sia stato un gesto dovuto al rammarico e al senso di colpa. Sulla porta, infatti, mentre Cam non lo guarda, Booth le lancia uno sguardo che io ho classificato appunto di rammarico.
Rinfrancata dalla sua dimostrazione di affetto, lei gli ha appena detto “Sono contenta che tu sia al mio fianco, Seeley” e lui sembra pensare che in realtà non lo è.
Che non lo è mai stato.
Certo la mia è solo un’interpretazione, ma quello sguardo dà da pensare. Ha una strana apparenza definitiva
E nel corso dell’episodio rischia di essere definitiva davvero.
Fuggito di prigione, Epps lancia la propria offensiva.
Tutto ciò che farò sarà colpa tua“, dice a Brennan in una telefonata. E il suo attacco riguarda tutti, in un gioco di indizi ed indovinelli, a cominciare da Angela che riceve un pacco con una brutta sorpresa all’interno, passando per Zack che per poco non rimane vittima di un’esplosione.
Insidia persino il figlio di Booth, il piccolo Parker, avvicinandolo mentre è alle giostre con la tata. Scena bellissima, dove David è bravissimo a dimostrare il terrore di un padre che teme per la vita del proprio bambino. Notate la mano di Brennan che si posa sulla sua spalla, per acquietarlo, mentre lui sta sgridando Parker per aver parlato con uno sconosciuto. Booth si ferma all’istante e abbraccia il bimbo chiedendogli scusa, il contatto di lei è servito a ridargli lucidità.
Anche se è proprio questo avvenimento a generare l’incidente di Cam. Furioso per l’attentato all’incolumità di Parker, Booth le telefona, pretende che lei lavori più in fretta, saltando i protocolli di sicurezza del laboratorio. Epps ha infatti ucciso Caroline, la sua exmoglie (l’insipida parrucchiera che avevamo conosciuto nell’episodio 2×04) e ha fatto in modo che Booth e Brennan trovassero la sua testa (tagliata mentre la poveretta era ancora viva). All’interno potrebbe esserci qualcosa ma Cam non può aprirla affrettatamente. Deve seguire determinati protocolli. Almeno fino a che Booth non le sbraita al telefono che Epps avrebbe potuto uccidere Parker e che lui dei protocolli se ne infischia.
Cam cede. Lo fa per Booth? Perché stanno insieme?
Probabilmente sì. Però ammetto che lo svolgimento dell’incidente non mi ha completamente convinta: Cam respira una tossina che fuoriesce dalla testa di Caroline (una scena che ricorda straordinariamente quella di Fred che aspira la polvere mortale dal sarcofago di Illyria in “Angel”), ma, io mi chiedo… perché non aveva almeno indossato una mascherina?
Ok non perdere tempo con i protocolli, ma per mettere una mascherina occorrono due nanosecondi netti…
Comunque sia, Cam finisce all’ospedale e la situazione è gravissima, tanto che il medico suggerisce di chiamare la famiglia. E Booth? Come si comporta?
E’ chiaramente molto colpito e angosciato. Non abbandona il cappezzale di lei, la medaglia di San Cristoforo tra le mani.
In una review americana dell’episodio, un tipo scrisse che questo provava che Booth si era davvero innamorato di Cam. Io invece continuo a pensare che qui l’amore non c’entri molto. Nessuno nega che Booth abbia dell’affetto per Cam (ad un certo punto la chiama “tesoro”, cerca di scherzare con lei), che lei gli piaccia. E’ ovvio. Ma l’amore è un’altra cosa e nell’atteggiamento di Booth io leggo soprattutto un profondo senso di colpa. Probabilmente proprio perché infine è consapevole di non aver dato alla loro relazione il 100% di se stesso e adesso Cam sta morendo dopo aver ceduto ad una sua richiesta. Forse per un altro non lo avrebbe fatto. Per lui sì. Per lui che non l’ha mai messa al primo posto.
Riesco a capire l’angoscia di Booth. E’ un uomo che ha costruito la propria esistenza sulla protezione del prossimo, sull’agire nel modo giusto. E con Cam niente è andato come doveva.
Ovviamente anche Brennan è toccata dal turbamento di lui e dalle condizioni di Cam. Fa quasi tenerezza. “Considerata la relazione tra te e Cam, vorrei saper dire la cosa giusta, Booth“, mormora. “Non so quale sia. Normalmente lo chiederei a te e ad Angela“.
L’hai appena detta“, la rassicura Booth.
Il pregio di “Bones” è che in anche nel mezzo del dramma, gli autori sono capaci di inserire piccole perle di brio e commedia. In questo episodio, sorprendentemente, le scene sono varie. Penso a quella in cui Booth entra nell’ufficio di Brennan e la scopre a mostrare ad Angela l’enorme pistola che ha appena comprato. “E’ più grande della tua“, lo sfida Brennan.
Le dimensioni non contano, conta l’uso che se ne fa“, ribatte Booth. Meraviglioso doppio senso. Come notò qualcuno all’epoca, in un commento, a David deve essere costato molto recitare questa battuta: lui ha sempre sbandierato con fierezza le sue “dimensioni” (il noto “big italian package”).
Brennan è impietosa. “Beh, io penso che le dimensioni siano piuttosto importanti“.
In primo luogo, non dovresti avere una pistola“, insiste Booth.
E qui diventa impietosa anche Angela. “Però se devi averne una, grande è sempre meglio“.
Non stai aiutando!“, la accusa lei.
E’ vero. Questa mi sembra una conversazione privata“, sogghigna Angela andandosene.
Sì, privata!“, esclama Booth. Povero cucciolo.
Un’altra scena molto carina è quella tra Booth, Jack e Zack, in laboratorio. Booth preme perché loro identifichino il veleno che ha intossicato Cam, lui deve rintracciare il corpo decapitato di Caroline. Ma Jack e Zack continuano a richiamarlo indietro, tanto che, esasperato, Booth intima loro che sparerà a tutti e due, se non lo lasciano andare. Invece… ops… Zack scopre un indizio in pochi secondi e… ahi… bisogna richiamare indietro Booth…
Lo fa Jack. “Qualsiasi cosa tu abbia trovato“, dice a Zack, “sarà il caso che valga abbastanza da morire per essa“.
E guardate Booth: ritorna da loro a passo lento e minaccioso, accennando a mettere la mano sulla pistola.
Senza prezzo.
Ma basta ridere. Ritorniamo alle cose serie.
Durante l’episodio, Booth e Brennan hanno un’interessante conversazione riguardo agli assassini e alle loro motivazioni. Hanno appena incontrato Marianne, la madre di Epps. Ed appare evidente che il gene dello psicopatico ha un’origine famigliare. Ma Brennan sostiene che tante persone hanno cattive madri e non per questo diventano serial killer.
A Booth non importa, secondo lui Epps è privo di coscienza.
Brennan si chiede quindi se sia possibile fare una distinzione morale tra le motivazioni degli omicidi. In fondo quel che conta non è il fatto che si prende una vita?
Booth ribatte che esistono crimini commessi per passione, per disperazione, in genere seguiti da pentimento, dalla consapevolezza di aver fallito come esseri umani. La parola chiave è appunto “umano”.
E’ un discorso interessante per molti motivi.
Dobbiamo ricordare infatti che Booth stesso ha preso molte vite, come cecchino. E che di recente Max, il padre di Brennan, ne ha prese altre per proteggere i suoi figli.
Le distinzioni morali contano anche per loro?
E’ un discorso rilevante anche alla luce dell’epilogo della guerra con Epps.
Tenta di aggredire Brennan in casa sua, ma lei e Booth hanno già mangiato la foglia, lo fronteggiano. Pur di non ritornare in prigione, Epps salta dal balcone. Booth lo afferra per una mano, però Epps non lo aiuta, è un peso morto. Vuole che lo lasci cadere.
Chi è l’assassino, ora?“, chiede a Booth.
Io non sono te“, ripete più volte lui.
Epps lo provoca. Gli dice che se sopravvivrà, perseguiterà Brennan e Parker.
Già. Ecco quali sono le due persone più importanti in assoluto per Booth: suo figlio e la sua partner. I suoi nervi scoperti. Più di chiunque altro.
La presa sulla mano di Epps comincia ad allentarsi. Non è chiaro se Booth non riesca più a reggerlo o se non voglia più reggerlo.
Una nota di merito a David e Heath Freeman. Recitano questa scena con grande realismo. L’ultimo sguardo che si scambiano prima che Epps cada mi ha molto colpita: Freeman è stato bravissimo a rendere la paura della morte imminente che si sostituisce alla sfida.
Brutta invece – stilisticamente parlando – la caduta: Epps fa diverse capriole nell’aria in maniera molto poco realistica.
Nonostante nessuno metta in dubbio che lui ha tentato di salvare Epps, Booth è sconvolto e Brennan non riesce a trovare le parole per consolarlo dell’accaduto. Lui non vuole sentirle.
L’ultima scena si svolge presumibilmente alcuni giorni dopo, perché Cam sta per essere dimessa. E’ sabato, Brennan raggiunge Booth alle giostre, dove lui ha portato Parker per farlo riprendere dallo shock . “Devo rimediare“, le dice.
E’ proprio da te“, commenta Brennan. “Rimediare alle cose“.
In effetti…
Il successivo dialogo è ricco di ambiguità e sfumature.
Quello che è successo a Cam, è successo perché avevamo una relazione personale“, comincia Booth.
Avevate?“, chiede Brennan.
Già. Avevano? Allora Booth ha troncato con Cam?
E… ehi, se Cam sta per essere dimessa, significa che lui l’ha lasciata mentre ancora era ricoverata?
Niente da fare. Persino quando cerca di fare la cosa giusta, se c’è di mezzo Cam, Booth perde il comune senso del tatto…
Lui ignora la domanda di Brennan, prosegue, sostenendo che le persone che lavorano in situazioni ad alto rischio non dovrebbero essere coinvolte a livello romantico. C’è una linea che non va superata.
Capisci quel che intendo?“, domanda a Brennan.
Lei afferma di sì. Ha una strana espressione.
E’ importante rimediare“, mormora Booth e, ascoltandolo, Brennan lo fissa deglutendo. “Non so come, però. Non so come“.
La mia personale interpretazione di quest’ultima, criptica frase di Booth?
Come dicevo all’inizio, Booth ha subito un brusco risveglio. Su parecchie cose.
Ha capito che la storia con Cam aveva molte falle (e non dovute al lavoro ad alto rischio).
E soprattutto ha realizzato che lui e Brennan erano in bilico sulla linea che non va oltrepassata. Cì è arrivato Epps e ci è arrivato lui. Secondo me si è chiesto come si sarebbe sentito se, al posto di Cam, ci fosse stata Brennan. E si è risposto.
La risposta non gli è piaciuta.
Perché la linea non si oltrepassa solo romanticamente. I legami sono di tanti tipi e non serve andare a letto insieme per essere coinvolti e giungere a rischiare la vita l’uno per l’altra.
Cam ha saltato i protocolli per Booth.
Ma quante volte Booth ha già saltato altri tipi di protocolli per Brennan?
A mio avviso la chiave di quel “non so come rimediare” sta in questo.
Potrà rimediare, dunque?
Potrà retrocedere dalla linea a cui è così pericolosamente vicino?

La canzone

Di una certa atmosfera la canzone accennata nel finale alle giostre: “What’s So Funny ‘bout Peace, Love, and Understanding” di Nick Lowe.

La scena

L’episodio è bellissimo: quale scena scegliere? Una drammatica? Una divertente?
Ho optato per quella della pistola, già descritta sopra.
E’ un pezzo di commedia americana classica, recitato da Emiy, David e Michaela con grande leggerezza. Gustatevela.

La battuta

Alla presenza di Zack, Jack si sta lamentando della propria scarsa altezza con Angela.
Angela: “Credo che tu sia dell’altezza giusta. Gli uomini bassi fanno meglio leva“.
Zack: “Mi sento a disagio“.

Il mio parere

Un altro pezzo da novanta di questa stagione, bellissimo e dal ritmo incalzante come tutti gli episodi scritti da Hawley. Per quel che riguarda la relazione finita tra Booth e Cam, il mio unico rammarico è che sia passata quasi sotto silenzio. Le loro scene da soli si contano sulle dita di una mano. Troppo poche.
Mentre approvo la conclusione della storyline di Epps. Proseguirla avrebbe potuto renderla ridondante. Così è stata perfetta.
Per il resto… In qualche modo questa puntata segna uno spartiacque. Si intuisce, dal finale insolitamente amaro, che da questo momento in poi qualcosa è destinato a cambiare: come?
Lo vedremo.

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