L’episodio ai Raggi X

Backstage
In realtà quest’episodio è stato trasmesso dalla Fox come terzo.
Il caso
Booth e Brennan si ritrovano ad indagare su un omicidio legato al mondo dei feticisti sessuali dediti ai giochi di ruolo equini…
I protagonisti: particolari, dinamiche, evoluzione
Uhm… Si può dire che quest’episodio fruga nelle pieghe nascoste.
Di cosa?
Della mente di Angela, che deve farsi ipnotizzare per tentare di ricordare il nome del marito misterioso da cui vuole il divorzio.
E anche della sessualità, dato che Booth e Brennan devono risolvere l’omicidio di un uomo che si eccitava fingendo di essere un pony e frequentava altri feticisti come lui.
Cominciando da Angela, nonostante lei sia anche stata l’assistente di un mago in Brasile, è piuttosto scettica di fronte all’idea dell’ipnosi. Cam la rassicura però sulla validità scientifica dell’ipnosi terapeutica e le racconta anche di essere stata ipnotizzata a sua volta, durante uno spettacolo a Las Vegas, due anni prima, e costretta a fare il verso della gallina…
Non pare che questo faciliti molto la cosa per Angela. Infatti alla prima seduta la dottoressa che deve ipnotizzarla si rifiuta di farlo perché lei è troppo agitata. Ed in effetti l’Angela di questa puntata non è la solita ragazza sempre spensierata e sorridente a cui siamo abituati. E’ invece accigliata e scontrosa con tutti, nervosa, piena di dubbi, disturbata dal fatto di dover ricorrere all’ipnosi per ricordare il nome dell’uomo che ha sposato. A Jack confida di immaginare che gli altri probabilmente la giudicano una mezza pazza per aver dimenticato addirittura un marito…
Candidamente Jack replica che è così. “Ma è ciò che ti rende quello che sei“, aggiunge poi tenero.
Concordo. Diciamocelo, non è da tutti sposarsi e cancellare poi completamente sia l’evento che la faccia e il nome del coniuge… E, certo, di sicuro, Angela è unica proprio per questo suo modo un po’ bohemienne e folle di prendere la vita, ma… Se mi è consentito un ma, mi chiedo quanto possa essere affidabile una persona come lei, specie in amore. Può cambiare? Può conformarsi ad un’esistenza più regolare e normale? Le bizzarrie di Angela sono affascinanti per Jack adesso, ma lo saranno sempre?
Staremo a vedere. Nel frattempo comunque Angela finalmente riesce a risolvere il mistero di Birimbau, sebbene la soluzione non appaia poi così immediata. La scena dell’ipnosi è ben resa: risulta credibile che la fantasia di Angela possa visualizzare pensieri, ricordi e simboli come in uno sgargiante quadro impressionista. La risposta alle sue domande affiora dalla sua memoria sotto forma di una gigantesca vespa… Il che inizialmente spiazza la ragazza e le fa credere che il tentativo sia fallito.
In realtà non è così. All’epoca del suo viaggio alle Fiji, Angela stava infatti leggendo un romanzo di fantascienza su una vespa che diventava gigante a causa delle radiazioni e fra le sue pagine ritrova una foto polaroid, scattata a lei e al marito immediatamente dopo la cerimonia nuziale. Il volto di Birimbau non si vede, ma sul retro della foto c’è scritto: “Angela e Grayson”.
Di colpo Angela ricorda il nome completo: Grayson Barasa.Ora lei e Jack possono cercarlo e avvicinarsi un passo di più al loro personale lieto fine.
Passiamo a Booth e Brennan…
Un’avventura quantomeno strana, la loro. Prendete un’antropologa forense che analizza sempre tutto dal punto di vista razionale e sociologico e un agente dell’FBI tradizionalista e dai gusti semplici e metteteli a confronto con un gruppo di feticisti che giocano ad impersonare cavalli e fantini. Come pensate che possano reagire?
Brennan non si stupisce. Spiega a Booth che quella è semplicemente una delle tante varianti del sadomasochismo, con un sottomesso, il pony, e un dominatore, il fantino, un modo per fare sesso senza impegnarsi emotivamente con il partner. Ammette poi che lei stessa, pur non essendo interessata alpony play, ha indugiato in giochi di ruolo sessuali.
Comincia a fare caldino, qui…“, commenta Booth.
Che ovviamente è del tutto contrario a questa forma di sesso spersonalizzato e attrezzato di briglie, redini e avena. Non riesce a non essere sarcastico e poco rispettoso nei dialoghi con i feticisti che conoscevano il morto e si appella alla Bibbia, dove ci sarebbe scritto che è sbagliato usare gli altri come oggetti sessuali. Brennan ribatte che non è vero, ma lui non demorde: “Allora è rimasto fuori per sbaglio“.
Va comunque segnalato che, qua e là, nella puntata, Booth manifesta una certa soddisfazione nel maneggiare redini e frustini e Brennan pare ricavare un certo piacere nel dire “Op op!”.
Chissà…
Ma è tutto qui, quindi?
Una serie di dialoghi simpatici e piccanti e niente altro di più importante, per la nostra coppia preferita?
Aggiungendo che a un certo punto Brennan dichiara di voler diventare vegetariana, parrebbe che questa davvero non sia una puntata di quelle da ricordare e analizzare.
Sino all’ultima scena.
L’ultima scena è quella che ha incollato i fans agli schermi (della tv o del pc non importa), che ha fatto discutere più dell’intero episodio, il cui audio è stato usato per mille video musicali, il testo citato a destra e a manca.
Insomma una scena con la S maiuscola.
Tutto è concluso, il caso è risolto, e Booth e Brennan sono al Royal Diner, ancora lì a discutere del pony play. Booth resta convinto che quel tipo di sesso sia scadente e Brennan gli chiede perché.
E allora Booth le spiega il suo perché.
Quindi, mentre leggete le parole qui di seguito, rievocate nella vostra testa la voce vellutata e suadente di David Boreanaz che le pronuncia. Proprio la sua, in lingua originale, non quella del doppiatore italiano. Serve quella di David per rendere al massimo il discorso e il suo significato.
Siamo qui, tutti noi, fondamentalmente soli, creature separate, che si girano attorno, alla ricerca del più piccolo segno di una vera connessione. Alcuni cercano nei posti sbagliati. Alcuni perdono la speranza perché pensano “Oh, non c’è nessuno là fuori per me”. Ma tutti noi, continuiamo a provarci, ancora ed ancora. Perché? Perché una volta ogni tanto… una volta ogni tanto… due persone si incontrano e c’è questa scintilla e, sì, Bones, lui è attraente e lei è bella e forse è tutto quello che loro vedono all’inizio. Ma fare l’amore… Fare l’amore… ecco quando due persone diventano una“.
Appartenendo ad una delle categorie citate da Booth, in questo punto della scena, ho sempre la tentazione di gettarmi ai suoi piedi e gridargli “Sei il mio dio!!!”, ma poi mi ricompongo per ascoltare Brennan. Che è colpita pure lei, anche se prova a razionalizzare.
E’ scientificamente impossibile per due oggetti occupare lo stesso spazio“.
Sì, ma quello che conta è che noi facciamo il tentativo“, prosegue tranquillo Booth. “E se lo facciamo bene, ci andiamo vicini“.
A cosa?“, chiede Brennan. “A violare le leggi della fisica?“.
Sì, Bones. Un miracolo“.
Persino Brennan qui cede. Fissa Booth e con sua somma sorpresa ammette che ha ragione. Mi domando cosa pensi dentro di sé. La conosciamo. Sappiamo che non deve aver mai vissuto il tipo di esperienza descritta da Booth. Desidera viverla? E’ pronta?
E Booth? La sicurezza che dimostra nasce dal fatto che ha provato la scintilla sulla sua pelle? O ha solo fede in essa come ne ha in molte altre cose?
Quante discussioni, quante ipotesi su questo dialogo.
C’è chi l’ha trovato anche melenso e ha considerato esagerato definire “miracolo” un rapporto sessuale. Il fatto è che Booth non sta parlando di mero sesso, né sostiene che ogni volta che si va a letto con qualcuno accada chissà quale evento prodigioso. Sta solo illustrando la differenza che passa tra il sesso vissuto come esigenza fisica, trasgressione, gioco impersonale, ecc. e quello fatto con il cuore, i sentimenti e le emozioni. La differenza quindi tra sesso a se stante e il fare appunto l’amore.
Fare l’amore dunque è sempre un miracolo?
No. E’ un miracolo quando troviamo la persona con cui il sesso diventa amore. Con cui possiamo sperimentare la possibilità di violare le leggi della fisica ed occupare per un istante, in due, lo stesso spazio.
Essere uno.
Una questione non solo di corpi e di piacere, ma di anime e di identità che si regalano qualcosa, che si fondono per conoscersi e capirsi meglio.
Utopia, nel nostro mondo di oggi?
Forse. Ma sono sicura che Booth ci crede.
E quando parla, per un attimo anche io riesco a violare le leggi della fisica. Ad entrare nel suo mondo.
A crederci con lui.
La scena
Devo specificarlo?
Per forza l’ultima, talmente cult, ormai, da essere una scelta obbligata. Rinnovo comunque la mia raccomandazione scritta poco sopra: vedetela assolutamente in lingua originale.
La battuta
Sul luogo del delitto vengono trovati i piedi mozzati del morto.
Brennan: “Ho un piede“.
Cam: “Anche io“.
Booth: “Trovatene un terzo e sarò impressionato“.
Il mio parere
Al di là dei progressi nella storyline di Angela, questo è un episodio piuttosto esile, con una certa morale (i feticisti giocano con le proprie identità per disimpegnarsi dal lato emotivo del sesso, ma finiscono col cadere prede di gelosie, tradimenti e delitti passionali come chiunque altro), ma soprattutto confezionato per usufruire di siparietti maliziosi in cui scatenare il duo Booth-Brennan. Divertente, non epocale. Forse neppure così fondamentale nell’evoluzione della coppia, dato che sapevamo già benissimo come la pensavano sul sesso.
L’ultima scena chiaramente è però un mondo a sé e vale tutti i quaranta minuti precedenti. Onore a David per la sensualità con cui ci ha regalato il suo piccolo monologo. E agli autori per la scelta delle parole e dei concetti. Non ci resta che attendere e sperare che anche Booth e Brennan, un giorno, possano violare le leggi della fisica. Insieme.
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