Recensioni
  • Una volta tanto il caso è il protagonista, e l’elemento estraneo al gruppo (Nakamura soprattutto, Takeda in secondo piano) è un qualcosa in più che funziona.
    (crisssbit)

  • Ho sempre pensato che la sensibilità di Bones fosse in qualche modo giapponese: niente di eclatante, di “urlato”, ma sempre presente, raffinata, delicata e per questo ancora più vera, e questo episodio me lo conferma.
    (lotus in dream1927)
  • L’episodio comincia con Bones che consulta Booth sulla scelta del grad student. In questo modo gli dà prova, ancora una volta, della fiducia che nutre nei suoi confronti, nella sua capacità di valutare le persone.
    Ecco, le persone… vuol tenere conto, nella sua scelta, non solo dell’obiettiva bravura e intelligenza dei grad student, ma anche del loro lato umano, del loro modo di essere, e Booth è il più indicato per dare un giudizio su questo. La “contaminazione” che sperimenta nella sua vita, la sperimenta anche sul lavoro.
    (Kew08)
  • Mi ha colpita soprattutto la figura di Nakamura. Veramente ben resa. Bravo l’attore e molto bello il rapporto costruito tra lui e Booth.
    (Dreamhunter)
  • La lezione del pilot: offri un po’ di te stessa agli altri per avere qualcosa da loro, direi che dopo l’esploit con Sweets (4×21) le si é sciolta la lingua e Brennan é delicatissima con Nakamura per tutta la puntata.
    Avrei voluto che almeno una volta ci fosse stato Booth a vederla essere cosí brava.
    (Ales2004)
  • Stupendo lo scambio tra Bones e Nakamura, il modo in cui lui descrive Booth. Rimasto giorni in silenzio ad ascoltare, rispettoso di una cultura diversa dalla sua, per fare le domande solo dopo.
    E Nakamura che dice “Lei è una donna fortunata“, “A lavorare con Booth, sì” e lui che ripete: “Sì, a lavorare con Booth“… per la serie, non stiamo esattamente parlando di lavoro, ma va bene così. E persino Bones capisce!
    (omelette73)
  • Booth ha indagato come se fosse coinvolto in prima persona, come se la persona uccisa fosse sua sorella. E questo gli fa onore, perchè quando ha iniziato ha collaborare con Brennan, il suo intento era quello di catturare colpevoli per quanti ne aveva uccisi.
    Ha sempre visto umanità nelle sue vittime, prima che essere corpi erano padri, madri, figlie e figli, umanità che non gli era concessa quando faceva il cecchino. Ora può essere un agente devoto al suo lavoro, ma devoto con il cuore, lasciandosi coinvolgere personalmente, e mi è piaciuto molto ad esempio quando alla fine, quando Nakamura vuole ricordare la sorella accendendo un incenso (non conosco nei dettagli il rituale giapponese) e si fanno l’inchino … ecco, mi è piaciuto il fatto che Booth sia stato il primo a voler infrangere quella distanza che li separa, perchè lui non si accontenta di un inchino. E’ andato dall’amico per stringerli la mano.
    (Cris.Tag)
  • Nella scena finale, penso che il riferimento sia generale, non solo all’amore per i figli, ma ai sentimenti in generale, al tenere a qualcuno, al perdersi in un affetto.
    Da scienziata razionale, Brennan necessita ancora di riscontri, di rassicurazioni.
    E il paradosso sta nel fatto che rappresenta lei stessa la propria conferma, ormai così “addicted” al suo rapporto con Booth, che per lei bere con lui dopo un caso rappresenta un’abitudine conclamata. Qualcosa che le mancherebbe, quanto una telefonata quotidiana.
    E Booth si blocca ad un certo punto del discorso, dopo aver detto che conta ogni momento.
    Forse perché capisce che conta veramente tutto, anche dividere un gelato o una birra.
    (Dreamhunter)
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