L’episodio ai Raggi X

Il caso

In un cassonetto vengono ritrovati parte dei resti di quello che si rivelerà essere un cacciatore di taglie. E nell’indagine Booth e Brennan saranno affiancati da un assistente speciale

I protagonisti: particolari, dinamiche, evoluzione

Prima di tutto vorrei segnalare una buona notizia per la maggior parte degli spettatori: in questa puntata la nostra adorata Hannah non compare. Quindi sì, potete respirare liberamente e anche mangiare patatine o dolcetti mentre guardate la puntata, senza timore di strozzarvi o di guastarvi la digestione…
Per la cronaca Hannah viene infatti nominata solo una volta, di straforo e… da Brennan. E c’è di mezzo il sesso, naturalmente. Ma non prendetevela con Booth. Come dicevo, è Brennan ad abbinare lui ed Hannah al sesso (non puoi proprio non pensarci, eh, Brennan?). Lei e Booth stanno conducendo una delle loro eterne discussioni vecchio stile, sulla possibilità di commettere un delitto senza essere scoperti e catturati dall’altro, e Brennan si rifiuta di riferirgli le modalità del delitto che lei commetterebbe, perché lui esce con una giornalista (usa proprio la parola uscire (dating), nonostante Booth e Hannah convivano) e c’è il rischio che le spifferi tutto nell’oblio postcoitale. Booth obbietta che i delitti non sono esattamente il suo argomento preferito dopo il sesso.
Tutto qui, insomma. Il nome vero e proprio non si sente nemmeno.
Vi sentite meglio?
Okay. Proseguiamo. In effetti va detto che l’episodio non riserva grossi colpi di scena. E’ assolutamente di passaggio in questo senso. Di base quasi tutto il plot si concentra su Bunsen Jude, il presentatore del programma televisivo per bambini sulla scienza “The Science Dude” (L’amico della scienza), che vorrebbe girarne una puntata al Jeffersonian con Brennan come guest star. Dato che lei non lo prende granché sul serio e rifiuta con decisione, Dude propone di aiutare gli squints nel caso, in modo da dimostrare di non essere un inetto e che le sue numerose lauree (in astrofisica, chimica, anatomia ed economia) servono a qualcosa.
Particolarmente contento di questa sua incursione è Jack, fan del suo programma sin dai tempi del college. Così, sull’onda del motto “osservare, analizzare, dedurre“, assistiamo al loro improbabile duetto, fatto di esperimenti pazzoidi e divertinti, nella migliore vecchia scuola dei tempi di Zack. Il tutto condito dai ripetuti Amazing! (non lo traduco, perderebbe di mordente) di Dude e con l’allegra partecipazione di Cam, di tanto in tanto. E bisogna dire che alla fine, Dude è veramente d’aiuto alla risoluzione del caso.
Tutto molto carino e divertente.
C’è anche molta azione, in questo episodio, cosa che nella serie veniva trascurata da un po’. Abbiamo Booth e Brennan impegnati in un paio di inseguimenti, lui che corre, lei che impugna un fucile e sferra anche uno dei suoi colpi da arti marziali. Niente male. Non mi dispiace mai quando c’è un po’ di movimento.
Per il resto, i rapporti tra Booth e Brennan in questa puntata appaiono piuttosto distesi, sull’onda della conclusione dell’episodio precedente. Lui appare rilassato e in vena di battute come il solito Booth che conoscevamo: presumo che la convivenza appena cominciata con Hannah tiene a bada le sue frustrazioni nei confronti di Brennan. Come scrivevo poco sopra si becchettano un po’ come erano abituati a fare sulla possibilità di poterla fare franca nei confronti dell’altro commettendo un delitto. Ho trovato molto sexy la risatina di lui quando assicura Brennan che riuscirebbe a prenderla. Mi ha ricordato le loro discussioni dei tempi in cui ancora il fatidico vaso di Pandora fra loro non era stato aperto.
Ah, in questa scena è Brennan a guidare (e c’è pure la per nulla occulta pubblicità dei consumi dell’auto in questione). Capitò anche in un altro episodio dello stesso autore, nella scorsa stagione. Evidentemente a Peterson piace che sia lei a stare al volante.
Booth e Brennan pranzano anche insieme, sulla panchina di un parco che sembra quello in cui presero mestamente la decisione di separarsi per un anno, nella season finale della quinta stagione. Parlano di Dude e di facezie come gli uomini e i dinosauri, niente di che, ma si vede che amano sempre stare insieme e condividere questo tipo di momenti.
Di fatto sembra quasi di aver fatto un salto indietro nel tempo alla prima stagione. Ritorna persino Tootie (anche se qui viene chiamato Tutti), ve lo ricordate?
Era il cane per la ricerca dei cadaveri che apparve nell’episodio 1×06.
I rapporti tra Tootie e Booth continuano ad essere tesi anche dopo cinque anni, comunque.
In questa puntata c’è anche Caroline che ha alcuni momenti molto carini con Booth, come quando gli dice: “Odio quando fai tutto il maturo e il sensibile, dammi un po’ di rabbia e vendetta, è questo che mi piace in un uomo“. Eh, eh.
C’è anche una scena significativa tra Brennan e Angela, che ricorda anch’essa le sequenze di bonding femminile dedicate a loro due nella prima stagione. Anche se guardando questa, il salto evolutivo dei personaggi si vede, specie in Brennan. Angela invita l’amica a partecipare al programma di Dude, perché tante bambine vedendola sogneranno poi di diventare come lei. E aggiunge che, se avrà una bambina, la chiamerà Temperance. Ma non la chiameranno mica così, precisa poi, è brutto come nome. Ah, Angela… Le ricorda anche che le vuole bene, ma che non tutti sono capaci quanto lei di sforzarsi di cercare la bambina nel profondo di Brennan.
E allora ecco quella bambina emergere di fronte a tutti.
Brennan accetta di essere la guest star di “The Science Dude” e il Jeffersonian si riempie di bambini (stranamente l’unico che manca è Parker, nonostante Booth avesse asserito che adora il programma – immagino che il piccolo attore che lo interpreta non fosse disponibile). E tutti i suoi compagni e amici sono lì, per assistere, persino Caroline, con un’espressione materna e deliziata (chi l’avrebbe mai detto). Quanto a Booth… E’ agitato. Dichiara di essere nervoso (proprio, ehm, come un fidanzato che si preoccupa che la sua ragazza non sbagli le battute e faccia una bella figura).
Poi Brennan si presenta alla ribalta, con due allegri codini, il costume da scheletro, un debordante tutù rosso e grandi piedi e mani bianchi da fumetto. Recita una filastrocca (che Booth sillaba quasi parola per parola) e noi spettatori possiamo ben vedere come Angela avesse ragione: chi le vuole bene conosce la bambina dentro di lei ed ama guardarla emergere.
Occhio all’ultima inquadratura: mentre il pubblico e gli amici applaudono, Booth (con una ragazzina in braccio… why? pecché?) cerca visibilmente di richiamare l’attenzione di Brennan, fino a che lei incrocia il suo sguardo. E allora lui le mostra il pollice alzato per farle capire quanto è stata brava e le sorride. Un sorriso dei suoi, gente. Quelli della premiata ditta Booth. Ah, che meraviglia. E’ ancora capace di sorriderle in questo modo, dunque… Lei ricambia, con la sua manona di gommapiuma. E Booth continua a guardarla, mentre il sorriso si affievolisce e diventa pensieroso.
A cosa stavi pensando, Booth?
Al fatto che per te Brennan è sempre l’unica, straordinaria e normalissima, come nella canzone di Venditti?
Secondo me è più che probabile, anche se al momento con te stesso non lo ammetteresti neanche sotto tortura, purtroppo.
Prima o poi, però…

Guarda chi si rivede

Nel ruolo di Bunsen Dude Jude c’è David Alan Grier, noto attore comico, che ha avuti ruoli in numerose serie televisive.

La scena

Sicuramente quella finale. Brennan è adorabile con i codini. Booth sembra il suo fidanzato. E c’è l’insegna “The Lab” rubata direttamente dal doppio sogno del 4×26 (economie da set, ma la citazione è simpatica). Anche il costume da scheletro di Brennan è riciclato: sembra proprio uno di quelli indossati dalle ballerine dello spot della quinta stagione Dead Man’s Party.

La battuta

Booth (durante il battibecco sull’omicidio perfetto): “Io prendo sempre il mio uomo“.
Brennan: “Io sono una donna“.

Il mio parere

Molto gradevole, questa puntata. Nello stile più classico della serie, divertente, scorrevole, d’azione, con piccoli momenti che restano nella memoria. Dopo tre puntate emotivamente molto piene e dense di particolari su cui riflettere e ponderare, una pausa tranquilla ci voleva. E il finale regala un po’ della vecchia atmosfera tra Booth e Brennan, il che non guasta. Okay, ispiriamo questa buona boccata di aria fresca ed equipaggiamoci per il prossimo ritorno di Hannah. Ahinoi…

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