Booth e Brennan vanno a Los Angeles nel dodicesimo episodio della settima stagione di Bones.
Nella puntata che precede il finale di stagione, B&B seguono un’investigazione alquanto particolare: invitati presso gli Studios di Los Angeles nei panni di consulenti per la produzione (poco attenta ai dettagli e alla scienza, a detta di Brennan!) dell’adattamento cinematografico dell’ultimo libro di Temperance “Osso della Discordia” (che, in originale, era Bone of Contention), finiscono per scoprire che il cadavere usato per il film è in realtà una vera vittima d’omicidio.
La scoperta costringe B&B a lanciare un’investigazione che ha conseguenze da mondo reale nella “terra dei sogni”.

Si tratta di un’altra puntata prettamente in stile comedy, nella quale assistiamo ad una parodia di Hollywood ma non solo: ciò che rende questo episodio speciale è il fatto che, per la prima volta nella storia della serie, agli spettatori è permesso avere un uno sguardo più ravvicinato a quello che il vero set di Bones.
Il set di “Osso della Discordia” infatti non sono altro che gli studios Fox (Booth ad un certo punto si farà un selfie accanto all’aiuola a forma di Bart Simpson, che si trova fuori dagli uffici dove vengono prodotti i Simpson negli studi della FOX, rete che trasmette i Simpson da quasi 25 anni ormai), luogo dove vengono girati Bones e altri telefilm.
Si tratta di una sorta di regalo per i fan, ai quali sembrerà appunto di assistere alle riprese.
Ma le sorprese non sono finite: un occhio attento potrà cogliere diversi riferimenti a quello che è il fandom di Bones e il mondo del dietro le quinte: l’episodio è infatti cosparso di tutta una serie di indizi, pronti per essere colti.

  • Il nome della vittima di turno è Hanson Steven, parola composta dai rispettivi cognomi dei produttori esecutivi Stephen Nathan e Hart Hanson (persino la ricostruzione facciale fatta da Angela sarà una foto dei due produttori modificata al computer!).
  • Il luogo dove B&B interrogheranno un sospettato l’ufficio di HH.
  • Un altro personaggio si chiama “Liam Toynen”, nome che fa assonanza con Ian Toynton, regista di molti episodi di Bones.
  • Jack Hodgins continuerà a ripetere che “lui non è un attore” e ad un certo punto Booth esclamerà “Tutti odiano Hanson” (che dire, il produttore di Bones è autoironico!).
  • Sarà inoltre possibile trovare una sfilza di 447 sia sulle pareti che vicino alle porte, che – per chi non lo sapesse – è un po’ il numero identificativo di Bones, il numero che gli autori si divertono a seminare di tanto in tanto negli episodi importanti. (Vi ricordate la famosa sveglia della 4×26 che segnava le 4 e 47 proprio mentre Booth e Brennan erano a letto insieme?)

Ovviamente anche questa puntata seguirà il normale format da sempre usato e quindi le storie dei protagonisti proseguiranno come di routine.
A Booth sarà offerto un lavoro a LA che lui rifiuterà perché “Brennan è la sua partner e sarà sempre la sua partner”, Jack e Angela cercheranno a tutti i costi di ottenere una comparsa nel film della loro amica e segreti un po’ imbarazzanti sul passato di Cam verranno a galla. (Lo sapevate che Cam ha girato un cortometraggio sui vampiri quando era giovane? Riferimento voluto o meno, David Boreanaz deve la sua popolarità sul piccolo schermo al personaggio di Angel, il bel vampiro dell’omonima serie Angel e Buffy l’Ammazzavampiri. )
La scena di chiusura ritrarrà l’intera gang del Jeffersonian che guarda il suddetto cortometraggio.

Questo non è decisamente un puntatone, ma è apprezzabile l’originalità e crediamo che gli appassionati storici di Bones non resteranno delusi!

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