Hart Hanson parla di Bones 12 e del finale di serie

La notizia del rinnovo di Bones per la sua dodicesima e finale stagione è stata dolce-amara, ma il creatore della serie, Hart Hanson, ne è veramente felice.
In occasione del ATX Television Festival ho avuto modo di parlare con Hanson della fine di Bones, dei suoi squintern preferiti e di The Finder. Hanson ha ammesso che tutti erano “contentissimi” quando hanno saputo che Bones sarebbe stato rinnovato per un’ultima stagione:

“E’ stata una di quelle situazioni in cui, quando è stato annunciata che la dodicesima stagione sarebbe stata l’ultima, è sfuggito a tutti un ‘oh, grazie!’ Perché non era affatto scontato. Il nostro è un vecchio show, siamo il dramma più longevo della Fox. Di sempre,” ha sottolineato Hanson. “Quindi è stato come dire ad un uomo di 89 anni che morirà a casa, circondato dalla sua famiglia e senza provare dolore.” Hanson ha anche aggiunto di essere felice per il pubblico: “Avremo l’opportunità di saldare qualche debito,” a differenza di altri show che hanno lasciato gli spettatori in sospeso o sono stati conclusi senza dare al pubblico alcuna soddisfazione, Bones avrà l’opportunità di concludersi con un proposito e questa è una cosa importante per il pubblico e per gli autori, ma anche molto importante per gli attori. “Significa molto per gli attori non ricevere una telefonata e sentirsi dire ‘Ehi, sai quella scena che hai fatto la scorsa settimana? E’ stata la tua ultima scena!’ Quindi, grazie Fox.”

Anche se Hanson non è più lo showrunner di Bones, dopo aver lasciato nella 10^ stagione per Backstrom, sarà comunque parte di questo processo ed è ormai stato confermato che scriverà il finale di serie, ma che lo farà seguendo gli input degli attuali showrunner Michael Peterson e Jonathan Collier. “Scriverò il finale di serie,” ha confermato Hanson. “E coinvolgerò anche Stephen [Nathan] per confrontarmi con lui e vedere cosa ne pensano i ragazzi. Ho le miei idee su come penso che la serie dovrebbe finire, ma – sapete come va – loro sono gli showrunner,” ha concluso Hanson che parlerà con loro dell’idea che ha detto di avere in mente: “Questa è una versione di come andranno le cose, comincerò dicendo loro: ‘Ecco la mia idea, come si inserisce nell’attuale scenario della serie?’ Ne parleremo ed io personalmente ho sempre avuto in mente un finale, perché all’inizio eravamo uno show molto, molto traballante e io pensavo che se ne avessimo avuto l’occasione avremmo dovuto concludere in un certo modo. Per un certo periodo poi ho pensato che quello del matrimonio sarebbe stato l’episodio finale, ma l’idea originaria è sempre stata un’altra.”

Dato che Bones esiste da più di 10 anni, Hanson ha avuto anche modo di constatare come lo show sia cambiato, assieme a come è cambiato il modo del pubblico di guardare la televisione.
“Quando abbiamo cominciato, si parlava solo di una persona che guardava un programma in un certo giorno ed ad una certa ora,” ha proseguito Hanson, poi sono arrivati i DVR che hanno cambiato il modo di guardare la TV. “Le cose sono cambiate da ‘Guarderò la puntata la prossima settimana’ a ‘guarderò tre episodi di fila’. E’ diventato importante che le cose non fossero ripetitive sia per gli occhi che per la trama, quindi all’improvviso abbiamo dovuto cominciare a tenere conto di quanto ogni scena iniziale del crimine dovesse essere diversa dalla precedente e da successiva. Anche i moventi degli omicidi dovevano variare – non potevi scrivere per due volte di seguito di una moglie gelosa,” ha proseguito Hanson. “E non ci sono poi così tanti moventi per un omicidio se ci pensate bene.”

Tra tutti i personaggi di Bones, Hanson ha detto di identificarsi con uno in particolare: “Mio figlio vi direbbe che è Brennan, io ho sempre pensato che fosse Hodgins. Ho sempre pensato che tutti avrebbero capito che io sono proprio come lui: irascibile, esageratamente interessato alle piccole cose.” Abbiamo anche fatto pressione perché scegliesse il suo squintern preferito e lui ne ha indicato uno per una ragione specifica: “Il fatto che il personaggio di Ryan Cartwright, che interpretava Vincent Nigel-Murray, sia morto, lo rende il mio preferito, perché ha avuto una scena in cui moriva. E’ un attore fantastico e l’unica ragione per cui lo abbiamo ucciso è che era stato chiamato per fare un altro show, quindi non sarebbe tornato. Altrimenti non avrei mai ucciso uno squintern, li amo tutti, quindi non posso esattamente dire quale sia il mio preferito, sono tutti uguali ai miei occhi.”

Oltre a Bones, Hanson ha anche creato lo spin-off The Finder, che è durato solo una stagione. Riguardo alla possibilità di rivedere Walter Sherman in Bones, Hanson ha risposto che non è escluso, ma che fino ad ora questa cosa è stata resa difficile per vari intoppi. “Ne abbiamo parlato un paio di volte, soprattutto per far tornare Geoff Stults, ma – sapete come funziona – lui è stato coinvolto in altri progetti e quindi non siamo riusciti a farlo, ma certamente non perché non abbiamo provato,” ha spiegato Hanson. “Poi abbiamo perso Michael Clarke Duncan e ogni volta che ci penso mi preoccupa l’idea che quell’attacco cardiaco – era un uomo molto emotivo – sia in parte dipeso dalla delusione per la cancellazione dello show. Era veramente distrutto quando non è stato rinnovato.” E se c’è una cosa per cui Hanson prova una certa amarezza, è proprio il fatto che The Finder non sia durato. “Normalmente in TV non si vince e non ci si amareggia, le cose vanno e vengono, ma penso che la Fox abbia fatto un errore nel non rinnovare The Finder. Era uno show redditizio, non gli costava nulla, anche per il fatto che era composto da 13 episodi; aveva venduto abbastanza da ripagarli delle loro spese. E sono amareggiato per questa cosa.” Hanson ha creato anche un altro show che è durato una sola stagione, ma la cosa non ha avuto su di lui lo stesso effetto. “Amavo Backstrom, mi è veramente dispiaciuto che non abbia trovato il suo pubblico e credo che, in un clima diverso, lo avrebbe fatto. Ma ho capito perché abbiano deciso di non rinnovarlo. I conti erano contro di noi, quelli di The FInder, no. Geoff Stults meritava quello show.”

Per quanto concerne gli show che predilige, Hanson ha una lunga lista di serie che ama guardare: “Amo Silicon Valley con ogni fibra del mio essere, mi piacciono Catastrophe, You’re the Worst, Aziz Ansari’s show, Master of None,” Hanson ha anche citato Mr. Robot, American Crime e The People V. O.J. Simpson: American Crime Story. “Mi piacciono gli show trasmessi dai network e un procedurale divertente mi conquista sempre.”

Hanson ha altri progetti in mente, anche se non ha potuto fornirci troppi dettagli: “Sto facendo l’adattamento di un classico della fantascienza,” ha rivelato. “Poi voglio adattare un format straniero, un progetto che non vedo l’ora di cominciare.”

Fonte: Telltaletv
Traduzione a cura di: omelette

 

 

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