I boss di Bones parlano del futuro del telefilm, di spinoff e finali

Bones ha toccato il traguardo dei 185 episodi con l’episodio 9×19, “The turn Man in the urn. Il procedurale veterano, già rinnovato per una decima stagione, si avvicina allo sprint finale in uno scenario simile a quello dello scorso anno: proiettato verso quella che potrebbe essere la sua ultima stagione.

Nell’immagine Hart Hanson e Stephen Nathan, produttori esecutivi di Bones

Questo drama, al momento il più longevo della FOX, è anche uno di quelli con gli ascolti più stabili nonostante i frequenti spostamenti di timeslot, ed è quindi probabile che il Network non lo lascerà mai andare troppo facilmente.
Kevin Reilly, che è a capo della famosa rete televisiva, ha parlato di una probabile conclusione il prossimo anno, ma i produttori esecutivi Hart Hanson e Stephen Nathan dicono che non è ancora una cosa certa.  Ciò di cui invece sono piuttosto sicuri è che il finale che avevano progettato da tempo per la serie, arriverà sicuramente alla fine della decima stagione, sia che si tratti di un finale di stagione, sia che si tratti di un finale di serie.

Il duo ha parlato con l’Hollywood Reporter riguardo al rapporto (in costante evoluzione) con la tv in chiaro, il lavoro di Hanson sulla nuova serie Backstorm, le circostanze necessarie per il potenziale lancio di un altro spinoff e le loro costanti diatribe interne sul quando mettere fine a Bones.

THR: Hart, devi nuovamente occuparti di due telefilm contemporaneamente. [ndt: era già successo durante la settima stagione di Bones, quando Hanson doveva occuparsi anche di The Finder, in Italiano “Il Risolutore”] Come stai dividendo il tuo tempo?

Hanson: Sono molto più concentrato su Backstorm e il povero Stephen Nathan deve sobbarcarsi tutto il fardello di Bones. Questo potrebbe essere l’anno che ucciderà il povero Stephen.
Nathan: Ci sarà tensione quando partiremo con la decima stagione…sempre se sopravvivo.
Hanson: È stata molto dura. Non vado spesso sul set. Per fortuna, Stephen è molto amato dal cast e dalla crew.

Sono stati ordinati un certo numero di episodi per Backstorm, facendolo diventare una serie a tutti gli effetti. Cosa ne pensi dei cambiamenti della TV in chiaro?

Hanson: Le reti televisive mandano in onda sempre meno repliche, tutto diventa difficile. Anche Bones se la sta vedendo con questo adesso. E anche Backstorm, che al momento ha solo 13 episodi da mandare in onda; non so come faremo a produrne altri 9 senza alcune repliche o senza comprarne prima i diritti.
Nathan: Vogliono che siano mandati in onda nuovi episodi uno dietro l’altro, ma il continuum spazio-tempo gli rema contro… o rema contro di noi che dobbiamo produrli, a seconda dei punti di vista.
Dovremmo essere effettivamente fuori dal palinsesto per diversi mesi per riuscire a mandare 22 episodi (o anche 13 o 15) tutti di fila senza pause. Telefilm come The Following o Sleepy Hollow possono permetterselo, ma un telefilm con un ordine di 22 episodi si ritrova inevitabilmente con le mani legate. Stiamo cercando di farne quanti più possiamo di seguito, ma ci saranno sempre alcune settimane dove il network ti interromperà per mandare “qualcosa di bellissimo e speciale”.
Hanson: E noi preghiamo per questo.
Nathan: È un nuovo mondo e tutti stanno cercando di abituarcisi e stanno cercando di capire come possa funzionare.

I cambi di timeslot di solito sono un brutto segno, ma per Bones, ormai sembra quasi un mettere alla prova la fedeltà degli spettatori, non trovate?

Nathan: È un miracolo. Non ci aspettavamo che tutta l’audience si spostasse al Venerdì(!)
Hanson: La nostra gang di 10-12 milioni di telespettatori trova sempre un modo per restare con noi. Siamo dei bravi cittadini. La FOX usa Bones, come è giusto, per lanciare altri show. Ciò implica frequenti spostamenti all’interno della programmazione, ma ogni tanto ci diciamo tra noi e noi: “Accidenti, vorrei solo che cercassero di farci fare il botto.” [Ride]
Nathan: Stiamo per entrare nel nostro secondo decennio, quindi penso che un po’ l’abbiamo fatto. Ma è sempre difficile. Le prime settimane di un nuovo timeslot… l’audience deve “ritrovarti”.
Hanson: Non lo diamo mai per scontato, questo no. Sappiamo che uno di questi giorni tante di quelle persone potrebbero non presentarsi davanti alla tv. Ogni volta ci chiediamo che succederebbe se proprio questo fosse lo spostamento dove l’audience decidesse di non seguirci più?

Sarebbe imbarazzante.

Hanson: Sarebbe imbarazzante e succederà prima o poi. Ci fa stare in ansia.

Con tutti questi anni alle spalle, sapendo ormai con parecchio anticipo che tornerete per un’altra stagione, avete cambiato il modo di approcciarvi ai finali di stagione?

Nathan: A circa metà della nona stagione, ci stavamo avvicinando al finale in due modi: come concludere se fossimo stati rinnovati per una stagione 10 e come concludere nel caso la serie fosse stata cancellata. È stata una reale possibilità per un po’ di tempo. Anzi, è sempre una possibilità ogni anno. Ed è così che ci muoveremo anche per la prossima stagione. Ora come ora cerchiamo ancora di lasciare il più possibile in sospeso. Più il finale sarà carico di suspance, più persone probabilmente resteranno a seguirci quando saremo spostati al Sabato mattina alle 8 o alle 2 di notte del Giovedì…non sappiamo quando andremo in onda l’anno prossimo.
Hanson: Il finale di serie che abbiamo in mente, continuiamo a rimandarlo perché la serie non finisce mai, ma penso che dovremo necessariamente concludere la decima stagione in quel modo. E se – ipoteticamente – dovessimo tornare ancora per un’undicesima stagione, dovremo reinventarci un bel po’ di cose perché la serie duri così a lungo. Se Bones dovesse invece concludersi con la stagione 10, riusciremo ad andare avanti per un’altra stagione e comunque finire con il finale che abbiamo progettato.
Nathan: Davvero, ci è sempre stato detto “la prossima potrebbe essere l’ultima”. Non cambia poi molto per noi. Stiamo scrivendo dei personaggi e loro stessi ci portano in direzioni che nemmeno noi sappiamo. Se arrivassero a 80 anni li vedremmo in quel momento della loro vita. Quando la FOX cancellerà la serie, sarà un po’ la stessa cosa, le vite di questi personaggi finiranno in quel particolare frammento di linea temporale.
Hanson: Ciò che hai appena detto è molto artistico e mistico, Stephen.
Nathan: Così possiamo far partire una campagna Kickstarter e fare il film!
[ndt: la piattaforma utilizzata per raccogliere fondi grazie ai contributi dei fan. È in questo modo che sono stati racconti i soldi per finanziare, ad esempio, il film di Veronica Mars.]

Dal momento che continuate a rimandarlo, il vostro finale ideale è mai cambiato?

Hanson: A dire il vero l’ho saputo fin dall’episodio pilota il finale che avrei voluto… così come già so quello di Backstorm. Questo non significa che non cambierà mai, ma è qualcosa che devo avere in mente per indirizzare le persone. È così che lavoro. Ce l’ho scritto da qualche parte. Ma avevo anche le promesse matrimoniali di Brennan scritte da qualche parte e quando sono servite non andavano più bene. La vita era cambiata. E abbiamo dovuto in parte riscriverle.
Il fatto è questo: potremmo anche arrivare a metà della decima stagione, sapere come finirà il telefilm e Stephen, che si è preso in carico il fardello di Bones, potrebbe dirmi: “Non mi piace quel finale. Ne scriverò un altro.”
Nathan: Iniziamo ogni stagione ben sapendo dove vogliamo portare i personaggi, ma in fin dei conti è solo un’illusione. Forse delle persone più brave di noi a fare il loro lavoro sanno esattamente come finirà una stagione e sono in grado di fare in modo che finisca davvero in quel modo…ma noi no.
Hanson: Ci facciamo trasportare dal vento, baby. Siamo organici.
Nathan: Di solito pianifichiamo il finale di stagione o il finale di un episodio, ma è solo un’idea. Può cambiare. Ci sono diverse variabili che entrano in gioco.

Qual è la cosa che più vorreste per il telefilm, ora come ora?

Nathan: Uno hiatus. Un lungo hiatus.
Hanson: Il fatto è che sei sempre molto combattuto. Dipende dall’ora, dal giorno, dalla settimana, dal momento della stagione in cui ce lo chiedi. Ci sono dei momenti in cui diciamo: “Oh, al diavolo tutto, mettiamo a dormire questo bambino e prendiamoci una pausa.” E altri momenti in cui siamo davvero eccitati per ciò che verrà, abbiamo un sacco di idee e ci accorgiamo che lo show ha ancora tante cose da raccontare.
Nathan: L’altro giorno stavo parlando con Emily Deschanel della mia esperienza nello show. Eravamo tipo all’episodio ventordicimila e qualcosa, eppure mentre lo guardavo dicevo: “Oh mio Dio, questo show ha ancora così tante cose da raccontare!” Era un episodio che mi stava piacendo particolarmente. Di solito dovresti avere quella sensazione solo per i primi due-tre anni, ma io la stavo avendo durante la nona stagione.
Hanson: Ciò che può mettere fine ad una serie è che gli attori smettano di piacersi. Per qualche miracolo, queste due persone così diverse (davvero: non ci potrebbero essere due persone più diverse di Emily DeschanelDavid Boreanaz) in qualche modo stanno benissimo l’uno in compagnia dell’altro. Non c’è alcuna tensione sul set, quindi il tutto può continuare.
Nathan: A tutti piace venire al lavoro e a noi piacciono loro.
Hanson: A volte vorremmo fermarci e altre volte vorremmo andare avanti per sempre.

Pensate ci sia qualche ragione per cui sta diventando sempre più difficile lanciare un procedurale?

Hanson: Magari sapessi la risposta a questa domanda.
Non ci sono stati poi così tanti nuovi telefilm con 22 episodi da 45 minuti che abbiano avuto grande successo, negli ultimi anni.
Nathan: Le persone stanno guardando la TV in modo differente e stanno anche guardando il prodotto in modo differente.
Hanson: Penso che se una persona facesse “una maratona” di episodi di un telefilm trasmesso in chiaro, comincerebbe ad odiarlo alla settima puntata.
Nathan: Non sono d’accordo. Ho sentito di molte persone che hanno trovato Bones su Netflix o iTunes. Guardano diverse stagioni di seguito e poi cominciano a guardarlo in TV. Penso che molti dei nostri telespettatori siano stati rimpiazzati negli anni da altri telespettatori in questo modo. Non credo succeda poi così spesso, ma penso accada comunque con i telefilm più famosi.
Hanson: Stiamo cominciando a ricevere lettere da persone che si stanno laureando in campi scientifici o anche in Antropologia Forense grazie al nostro show.
Nathan: Abbiamo notizia di molte giovani donne che hanno deciso di intraprendere una carriera scientifica per merito di Bones.
Hanson: Quella è la cosa migliore. Non vinciamo quasi mai premi come gli Emmy, ma abbiamo questa cosa tutta per noi.

Lanceresti mai un altro spinoff dopo “The Finder”?

Hanson: Ne abbiamo parlato con la rete [la FOX], ma è una lama a doppio taglio. Credo che se facessimo uno spinoff mentre Bones è ancora in onda, la nostra audience di fedeli telespettatori si sentirebbe tradita. Anche se facessimo uno spinoff/non-spinoff di The Finder credo che…beh, ecco, stando ai tweet che ho ricevuto da alcune persone.. Ci sarebbe spazio per uno spinoff solo se gli spettatori sapessero che Bones sta finendo.
Nathan: E poi se lo spinoff comprendesse qualcuno del nostro attuale cast, questo qualcuno probabilmente si sentirebbe bandito da Bones.
Hanson: Potremmo fare qualcosa più sulla linea di CSI o NCIS: un altro gruppo di persone che fa lo stesso lavoro in un’altra città.

Hawaii Bones?

Hanson: Suona bene.
NathanHawaii Bones-0!
[ndt: ovvio riferimento al telefilm della CBS “Hawaii Five-O“]
No, non abbiamo piani per uno spinoff ora come ora.

Fonte: The Hollywood Reporter
Traduzione: Mars

1 Commento

  1. antobetty

    Mi auguro che il finale sia un classico e vissero felici e contenti booth & bones se lo meritano e anche noi grandi fan grazie

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