Trama e commenti alle sides

Booth e Brennan indagano sulla morte di una donna, Celia, deceduta a causa dell’esplosione di una bomba nel suo minivan.
Al fine di aiutare le indagini, Booth fa in modo che Hodgins collabori con un esperto di esplosivi/bombe della CIA, Katherine Frost, una donna molto brava e con un corpo splendido.
Hodgins resta letteralmente senza parole quando Booth gliela presenta. Non solo, lo scienziato si intende a meraviglia con l’Agente Frost; entrambi sono ossessionati dalla scienza e dalle meraviglie della tecnologia di cui il Jeffersonian è dotato.
Angela non sembra troppo preoccupata dalla “concorrenza” dell’agente Frost perchè sa benissimo come “distrarre” Hodgins dall’agente della CIA:
[Angela: “Quando Frost se ne andrà, prenderò Hodgins e faremo l’amore nel deposito dell’arte Medievale. Lui ama tutte le armature e le spade. Non penserà più a lei!“]

Brennan farà visita a suo padre in carcere diverse volte durante questo episodio. Tra i due è evidente una certa tensione: Bones critica Max in merito al comportamento da lui avuto in passato, citando un episodio relativo all’infanzia e le “apparizioni” nella sua vita, soprattutto durante gli ultimi mesi (Max è riapparso nella vita di Brennan durante 2×11 “Judas on a Pole”, ha dato una mano a sua figlia nella ricerca del povero Booth in 2×18 “Sotto tortura” (The killer in the concrete) e infine riappare in 2×22 “Solo per amore” (Stargazer in a puddle) credendo che sua figlia stesse per sposarsi..); Max, da parte sua, cerca di spiegare il perchè di alcune sue azioni.
Brennan non riesce ancora a “scusare” l’abbandono di Max e, anzi, lo critica ancora di più per essere riapparso nella sua vita.
[Brennan a Max: “Alcune cose si rompono e non possono essere sistemate. Stavo bene da sola (senza di te nella mia vita – ndr), Max. Stavo bene” ]

Tornando alle indagini, Booth interroga il marito di Celia per cercare di trovare un movente, ma tra marito e moglie non sembra esistessero attriti e la morte così cruenta della vittima sembra inspiegabile.
Ecco quindi comparire sulla scena un altro personaggio chiave dell’episodio: l’agente dell’FBI Sam Reilly. Reilly viene descritto come un veterano agente dell’ FBI sulla sessantina. Sam vuole aiutare nelle indagini ed arrabbiato con Booth perché quest’ultimo non lo ha coinvolto subito nelle indagini. Da quanto si capisce, la tecnica utilizzata per uccidere la donna era già stata usata in passato ed in quella circostanza il caso era stato seguito da Reilly .
Scopriamo che tra Booth e Reilly non corre buon sangue: Reilly è stato l’agente che ha addestrato Booth quando era ancora una matricola e il veterano non perde occasione per criticare il suo lavoro. A Brennan sembra non piacere Reilly, e la nostra antropologa non perde l’occasione per affrontarlo verbalmente…

Del caso non si capisce molto; purtroppo esistono dei salti narrativi che ci impediscono di capire bene la dinamica dell’omicidio. Si può però intuire che l’assassinio della donna ha a che fare con il suo turbolento passato da attivista politica.
Durante la scena dell’arresto del colpevole dovremmo sentire Brennan che, con voce fuori campo, legge la lettera lasciata dalla vittima alla figlia.
L’episodio si conclude con Brennan che torna a fare visita a suo padre in carcere.

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