L’episodio ai Raggi X

Backstage

“Bones” torna in onda dopo due settimane di hiatus dovute alla programmazione sportiva.
Rispetto all’anno scorso, alla ripresa perde meno sia negli spettatori che nei demo e si conferma con ascolti solidi.

Il caso

Uno scheletro viene rinvenuto dentro il calcestruzzo: condurrà Booth e Brennan nel mondo della danza e degli artisti di strada e darà modo ad Angela e agli squints di usare il loro estro per aiutare nell’indagine…

I protagonisti: particolari, dinamiche, evoluzione

Allacciate le cinture. Non sarà un viaggio semplice.
Vi verrà anche la nausea, qualche volta.
Hannah is back, naturalmente, e la prima scena intende proprio mostrarci quanto lei e Booth, nella loro vita quotidiana nuova di zecca, sono felici e innamorati. Lui le fa i complimenti per come è vestita (Booth, è vestita uguale alle altre volte, sai…), lei lo tiene a bada perchè ha fretta di uscire. Bella e responsabile, commenta lui, ma quanto è fortunato. E lei gli dice che andrà nel quartiere di Anacostia, uno dei peggiori della città, per indagare su poliziotti corrotti. A conferma del fatto che non può accontentarsi di stare soltanto nello staff di giornalisti della Casa Bianca. Bacini bacini. Booth sospira che lei gli mancherà, Hannah lo saluta vezzosa sulla soglia. Lui resta a guardare la porta con un sorriso un po’ ebete.
Dopo aver riequilibrato il tasso di glicemia, che posso commentare?
Dunque… il mio problema, in questa scena, è che non capisco chi sia, tra David e Booth, quello che si sforza troppo di fare il romantico. Difficile stabilirlo perché la chimica tra David e Katherine Winnick è inesistente (sembrava onestamente ne avessero un po’ di più nella 6×02 e nella 6×03). Quindi non so se questa impressione di romanticismo forzato mi derivi dal fatto che è David a recitare qualcosa che non sente o dall’insistenza di Booth di inventarsi una folgorante felicità che in realtà non prova. Forse sono entrambe le cose.
Di certo Booth ha bisogno di ripetersi, nella mente e a voce alta, quanto è fortunato e felice. Proprio per esserne sicuro, non si sa mai…

E viene messo subito alle strette, mentre è a colazione con Brennan e Sweets (ma come, i due piccioncini non fanno colazione insieme?). Sweets dice che è un bene che Hannah sia così entusiasta del suo lavoro e Brennan interviene osservando che “Per persone intelligenti come noi, non essere entusiaste è fisicamente doloroso
Nell’immediato, Booth si mette sulla difensiva: “Stai dicendo che Hannah lavora di più perché a casa si annoia?
Ehi, lui è un uomo eccitante! Per esempio quella sera le cucinerà la cena. Ha già preso pure il vino. Che poi… Booth, così tu al massimo sei il suo cuoco, non un uomo eccitante… In ogni caso Sweets non se la beve: “L’hai deciso adesso, vero?”.
E Brennan rincara la dose: “Se non sei tu la causa della sua noia, allora è evidente che non puoi renderla felice. E’ la teoria del primo ordine standard.”
Eh?! Ma non c’è una contraddizione in questa teoria?
Comunque Sweets spiega a Booth che la teoria del primo ordine è un sistema di ragionamento filosofico che usa affermazioni come “se/allora” come quantificatori o predicati. Ecc, ecc.
Booth non ci capisce quasi niente (poco pure io). Riesce solo a ribadire che lui e Hannah sono molto felici. Le ha dato persino l’armadio grande e abbassa sempre la tavoletta. Tralasciando la lezione che poi Brennan gli rifila sulle norme igieniche che rendono conveniente abbassare anche il coperchio del water, mi chiedo una cosa: che se ne fa Hannah dell’armadio grande se tutto quello che ha sta in poche valige?
Mah…

Balziamo subito alla sera e abbiamo immediatamente la prova che Sweets aveva visto giusto: l’idea della cenetta a Booth era venuta lì per lì, assalito dal terrore che Hannah si annoi. Al rientro a casa infatti lei chiaramente non se l’aspettava. Non solo. Serissima, mormora: “Oddio, vuoi chiedermi di sposarti…“.
Accidenti, Hannah. Frena il tuo entusiasmo febbrile (e anche, diciamolo, la presunzione)!
Il “No!” di Booth è quasi comico, se non che fa pure un po’ pena.
Imperterrita, lei gli fa notare che però ha acceso le candele, c’è il vino… E due spazzolini nuovi (questa è tutta colpa di Brennan e del suo spauracchio igienico-sanitario).
Hai fatto tutto questo per farmi capire che ho l’alito cattivo?“.
Wow. Hannah, certo che sei sveglia! Tenta ancora. Dai che ce la fai!
Infatti poi ci arriva che gli spazzolini sono lì a causa di qualcosa che Brennan ha detto. Meno male. Ma il resto del dialogo non è meno imbarazzante dell’inizio….
Se infatti l’intento degli autori è di mostrarci che questa relazione è basata sul vuoto assoluto e questi due credono di conoscersi, ma in realtà vivono entrambi con un estraneo, beh, in questo caso ci sono riusciti.
Abbiamo Booth che, terrorizzato all’idea di non essere abbastanza per il suo paracadute emotivo (che se lo perde, poi come fa?), corre ai ripari con vino e candele.
E abbiamo Hannah che capisce che lui lo fa per qualche motivo, ma non ne azzecca uno che fosse uno. Prima la proposta di matrimonio, poi l’alito cattivo. Infine pensa che lui voglia consolarla perché il suo capo le vuole impedire di lavorare ad Anacostia. Vai, Hannah, sei tutti noi! Un genio dell’empatia.
Che poi, poveretta, considerando che Booth non le ha svelato per davvero quasi niente di sè, non è neanche colpa sua… Ripenso infatti alla scena di apertura, quando lei gli ricorda quante giurisdizioni lui abbia violato: apparentemente Hannah non soffre di paure o particolari debolezze e come già emerso dal 6×02 pare essere attratta dal lato avventuroso di Booth, il ranger in mimetica, l’agente speciale con la cintura cocky che non si ferma davanti a nulla. La superficie, insomma. Il resto, al di sotto, lo ignora.
Su questa falsariga, proseguono in maniera patetica.
Lui le dice che trova tutto molto divertente (uh, ‘na roba, da rotolarsi per terra, guarda…) perché sa che lei disobbedirà al capo. E Hannah lo sbaciucchia perché le piace che lui la conosca così bene.
EH???
Hannah, lo abbiamo capito pure noi, che non veniamo a letto con te. E’ da quando sei arrivata a Washington che vai ripetendo che sei una che porta guai. E se due più due fa ancora quattro…
Booth le fa le raccomandazioni di rito e la scena termina con la ciliegina sulla torta. Poiché il discorso langue, passiamo al sesso per andare sul sicuro. Lui le dice “Vieni qui” con un’aria proprio seduttiva (della serie, sto pensando a tutto tranne che a quello – David, non ti sei impegnato neanche il minimo sindacale), lei esplode in una risatina. Ma come? Neanche mangiano, prima? (la Winnick ride in maniera irritante e sempre falsissima) e lui la tira a sè con un “assolutamente no” pieno di un ardore che congelerebbe il Sahara.
Qualcuno faccia l’eutanasia a questa relazione.
Sono molto triste per Booth. Nel tentativo disperato di ricostruirsi dopo il crollo delle sue speranze con Brennan, si è attaccato con le unghie e i denti a una storia fondata sulla paura di mostrarsi e quindi, di fatto, sulla menzogna, con una donna che non lo conosce e in cui può ricorrere solo al sesso, per colmarne le ovvie falle e mettere a tacere le frustrazioni che di certo lo pungono come spine nel fianco.
Sono triste perché è evidente che lui ritiene che questo sia il meglio che può aspettarsi dalla vita. Un amore in cui deve recitare il ruolo di un uomo che non è, per evitare di essere abbandonato per quelle che considera mancanza da non rivelare. Del resto con Brennan lo aveva fatto, giusto? Le aveva mostrato i suoi lati oscuri, le proprie insicurezze… e qualcosa non ha funzionato. Forse è meglio tornare al vecchio copione della maschera di uomo perfetto senza falle che lo mettano in pericolo di naufragare.

Ma ecco che accade quello che bene o male la storyline dell’episodio aveva lasciato intuire sin dall’inizio. Mentre sta indagando con Brennan sul loro caso, Booth viene avvertito che hanno sparato ad Hannah.
A questo punto ne approfitto per precisare che non sono tra coloro che speravano che Hannah ci rimanesse secca. E’ proprio l’ultima cosa da augurarsi. Nessuno di noi desidera vedere un Booth in lutto, consumato dal senso di colpa di non averla protetta adeguatamente. Senza contare che una compagna defunta tende ad essere facilmente santificata.
No, no, quando (se?) Hannah se ne andrà, deve farlo sulle sue gambe, intera e in salute.
Comunque… Booth corre all’ospedale con Brennan.
Scopriamo che Hannah è stata ferita ad una gamba e non ne fa particolarmente un dramma. Non è la prima volta e in fondo anche Booth è già stata ferito, no?
Lui le fa notare che non è che con il tempo si diventi immuni ai proiettili . Una bella battuta per sottolineare una volta di più quanto Booth e Hannah vivano l’azione sul campo in maniera molto diversa. E’ evidente che lei è stata ferita da uno dei poliziotti corrotti su cui sta cercando di scrivere (la pallottola che l’ha colpita è una 9 mm, tipica dei poliziotti), e Hannah pensa che ora, per il suo capo, il pezzo diventerà interessante, dato che è ferita e graziosa. Questa invece è davvero, lasciatemelo dire, una pessima battuta. Se deve servire a renderla simpatica, beh… non funziona.
Poi ecco Brennan, che ha studiato le lastre di Hannah, e ha scoperto che l’osso è danneggiato, potrebbe provocarle un’emorragia improvvisa e fatale. Dovrà essere operata al più presto. Hannah è colpita, Brennan le ha salvato la vita. Un momento recitato malissimo, a mio avviso, dalla Winnick.
Mentre Brennan esce per andare a parlare con i medici, Booth la richiama per ringraziarla. Ed ecco, questo invece è un momento recitato benissimo da Emily e David. Lei si gira, si guardano a lungo. C’è un recupero evidente della vecchia cara chimica che tutti ricordiamo. Infine Brennan se ne va e Booth resta a fissare il vano vuoto della porta. Se notate, dietro di lui, nel letto, Hannah neanche se ne accorge, impegnata a pensare ai fatti suoi.
Non credo che serva dare troppe spiegazioni. Hannah non ha, almeno al momento, la sensibilità sufficiente per notare certe sfumature, e Booth e Brennan… beh, anche se raramente, hanno ancora un loro linguaggio segreto, quel qualcosa soltanto loro, che riescono ancora a parlare, se solo si lasciano andare.
Certo sono entrambi così testardi da imporsi di non farlo.

Da questo punto di vista è esemplare una scena tra loro e Sweets, che sembra una cosetta dimenticabile, ma invece è piena di sottotesti.
Sono al Bureau, Sweets si stupisce che Booth sia al lavoro, dato che Hannah deve essere operata, ma lui ribatte che gli hanno assicurato che si tratta di un’operazione di routine. Sweets insiste che Booth deve essere di certo in fase di negazione, perché una persona a lui molto vicina ha rischiato di morire e non può non essere turbato. Al che Brennan si intromette che anche lei è vicina a Booth e hanno rischiato tante volte di morire ma hanno sempre perseverato.
Commento mio: interessante eufemismo.
Commento di Booth (a Sweets): “Vedi? Non nego. Persevero“.
Ah, beh, se ci sono due che sono bravi a perseverare (nell’errore, soprattutto) sono proprio lui e Brennan. E anche nel mentire spudoratamente, dato che negano eccome. E infatti…

Rieccoci ad un’altra scena Booth-Hannah, in ospedale, che potrebbe onestamente essere saltata, dato che si basa sulle solite smancerie recitate con leziosità dalla Winnick e con tale mancanza di chimica da parte di David. Senonché c’è almeno un particolare importante da notare: riferendosi a chi le ha sparato, Hannah scommette che lei arriverà a scoprire chi è prima di Booth e lui replica di non essere uno che scommette. Ehm…
Forse non adesso, ma una volta…
Ancora una volta ci viene fatto capire che Booth non ha parlato minimamente di sè ad Hannah.
Giurerei che lei creda che le fiches da gioco che lui ha in casa (ce n’erano proprio accanto al famoso telefono che lei gli ha regalato nella 6×03) siano un segno del fatto che gli piace giocare d’azzardo. Cosa che ama anche lei (non nel senso del vizio). Pensa probabilmente che questo li accomuni. Ciccia, sei fuori strada… E non è colpa tua.
Booth è in pieno tentativo (un po’ patetico, un po’ triste, anche – per me – comprensibile) di ricostruirsi, di rifarsi l’intonaco della maschera il più scintillante possibile. Essere se stesso, in fondo, ombre comprese, con Brennan non ha funzionato, no?
O almeno è questo che lui percepisce dal suo punto di vista: ha mostrato quasi tutto di sé e la donna che desiderava gli ha detto di no e se n’è andata. Quindi pensa che mostrarsi sia sbagliato, meglio fingersi diverso, fare vedere di sè solo la superficie bella e smagliante. Quella ad Hannah piace, non crea problemi.
Lui lo afferma persino a voce alta. E’ una battuta inserita in un dialogo che non c’entra niente, ma ha senso con tutto il resto: “Sto in fissa con il miglioramento personale“.
E miglioramento personale per lui significa allontanarsi emotivamente dalla donna che non può avere e reinventarsi per quella che ha.
Psicologicamente non fa una piega ed è un comportamento assai diffuso. Mi chiedo perché ci sia una parte di fandom che fatica a comprendere il perché delle sue azioni…

Tralasciando per un attimo l’argomento Hannah (dovremo tristemente ritornarci), va detto che in questo episodio, nonostante il caso non sia particolarmente interessante, al lato della ricerca scientifica ed investigativa sono riservate varie scene degne di nota.
Abbiamo un Sweets che interroga un artista che si finge la statua di Shakespeare parlandogli col linguaggio shakespiriano (Gordon Gordon sarebbe stato molto fiero di lui!) e in laboratorio (dove ha fatto ritorno anche Arastoo Vaziri) si fanno esperimenti (con Jack come cavia) e si usano tecniche innovative e spettacolari, messe in atto da Jack (usando l’oro) e da Angela (che passa le notti a lavorare nonostante la gravidanza). In quest’ultimo caso si tratta addirittura della ricostruzione in plastica di uno scheletro distrutto dal calcestruzzo. Molto avveniristico.
Piccolo particolare: quando vede lo scheletro formarsi letteralmente sotto i suoi occhi, Cam esclama: “Se accettate ordinazioni, mi piacerebbe un uomo alto un metro e novanta, trentasette anni, con una buona fonte di reddito e nessun problema con la madre“.
E Paul? Non lo frequenta più?
Significa che allora Cam ha trentasette anni? Pensavo ne avesse almeno un paio in più…

Vari spettatori hanno notato che purtroppo Booth non frequenta più il laboratorio.
Nessuna sorpresa, per me. Fa parte della sua campagna “devo andare avanti con la mia vita“, che implica anche starsene lontano il più possibile da quella che prima era quasi casa sua.

Prima di arrivare alla chiusura, segnalo una grossa occasione mancata.
Durante una scena tra gli artisti di strada, una ragazza (che si rivelerà poi essere la colpevole) sta cantando una canzone che parla di baciarsi nella pioggia. Ma in quel momento Booth e Brennan sono quasi fuori dell’inquadratura, ripresi di spalle. Si fa in tempo solo a vedere Booth che si gira verso Brennan, ma è una cosa infinitesimale.
Questa è davvero una grossa svista e un’occasione veramente mancata…

Vabbé, torniamo di nuovo ad Hannah e all’ultimo degli ostacoli del sofferto percorso che è questo episodio, ovvero la scena finale, che doveva rappresentare un momento di quello che potrebbe definirsi bonding tra Brennan e Hannah.
Niente di male nelle motivazioni. C’è chi si chiede perché mai Brennan e Hannah dovrebbero essere amiche, ma per me quello ha senso. E’ normale che Hannah voglia legare con una persona che sa essere importante per il suo uomo. Idem per Brennan: lei vuole che Booth sia felice e vuole contribuire andando d’accordo con la sua ragazza.
Infatti va a trovarla soprattutto per chiederle di stare attenta, eventualmente di rinunciare ad incarichi pericolosi. Hannah replica domandandole se lei al suo posto si fermerebbe di fronte a qualcosa che sente di dover fare e quando Brennan risponde di no, afferma tutta allegra che Booth dovrà allora rassegnarsi a preoccuparsi e che loro due sono proprio una bella accoppiata. Con tanti saluti all’uomo nel mezzo.
I difetti di questa scena sono vari. In primis una evidente mancanza di chimica anche tra la Winnick ed Emily, che recita con professionalità, ma non trasmette naturalezza nei confronti dell’altra.
Poi c’è una totale caduta di stile quando Hannah chiama in causa l’antropologa che c’è in Brennan e le fa notare che la tradizione vuole che si porti un dono a chi sta male, usanza che viene da lontano, bla bla bla. E con grande faccia tosta le chiede di regalarle i suoi occhiali da sole!!!
Gli autori hanno spiegato che Brennan era in vantaggio, avendole salvato la vita, e quindi in questa scena, Hannah si stava riaffermando. Mah… A me sembra solo che abbia fregato gli occhiali a Brennan con la scusa dell’essere ferita. E mi ricorda tanto una di quelle compagne di scuola un po’ str***e, che ti odiano ma ti fanno le smancerie per tenerti buona. Insomma una scena che potevamo risparmiarci…

La scena

Lo sguardo tra Booth e Brennan in ospedale.
Scene come questa, quest’anno sono preziose. E mi ricordano che tutto può essere, tutto può pure accadere, ma la chimica c’è ancora tutta. Sempre.

La battuta

Booth: “Ecco perché nessuno può nulla contro la nostra perizia nella criminologia“.
Brennan: “Questa l’hai letta su una tovaglietta del ristorante?“.

Il mio parere

Questa è la prima puntata della sesta stagione che non mi ha particolarmente convinta.
Come dicevo, il potenziale c’era: belle scene in laboratorio e un plot teso a mostrarci l’inconsistenza del rapporto tra Booth e Hannah. Ma non tutto è stato scritto nel modo ottimale e Katherin Winnick rovina anche il materiale buono.
Credo che un grande difetto della sesta stagione sia infatti proprio lei. Attenzione, non Hannah. Non ho nulla contro il personaggio e secondo me ha un preciso senso narrativo che sono interessata a seguire, ma trovo la Winnick proprio insopportabile: conferisce al personaggio una sfumatura smorfiosa e leziosa che lo rende antipatico. Sono certa che con un’altra interprete, Hannah avrebbe avuto un impatto molto differente sul pubblico. Tanto più che, come notavo nell’analisi dei personaggi, la Winnick ha davvero una scarsa chimica con David Boreanaz. Non sono credibili insieme.
Ma non sono più di tanto stupita. Il casting di Bones ha già sofferto di cattive scelte.
Penso a Brendan Fehr nel ruolo di Jared (quanto mi sarebbe stato più simpatico il fratello di Booth interpretato da qualcuno con un po’ più di espressività?). O il famoso marito di Angela (che doveva essere di una bellezza stratosferica ed invece mi pareva un po’ il Mandingo dei poveri). Birimbau però era un personaggio senza importanza. Hannah ne ha un tantino di più e un’attrice adeguata avrebbe fatto la differenza.
Spero che gli autori della serie (e i fans con loro) non debbano pagare questa svista.

1 Commento

  1. camilla

    prima di tutto voglio fare i complimenti a chi scrive i riassunti delle puntate perchè sono scritti veramente bene e ti fanno rivedere tutte le scene piu’ belle della puntata…quindi complimenti…questa puntata non è tra le mie preferite perchè speravo che Booth e Hannah si lasciasserò…e poi non mi è piaciuto il comportamento di Hannah verso Brennan…

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