Episodio 4×15 (409): “The Princess and the pear”

Sono uscite le sides dell’episodio con ordine di produzione 409 che si intitolerà “The Princess and the Pear“, ovvero “La Principessa e la pera”.

Booth è a casa con il mal di schiena e sotto antidolorifici. Lo vedremo collaborare alle indagini solo “telematicamente” tramite portatile, mentre Bones affianca l’agente Perrotta (interpretata da Marisa Coughlan, già vista nell’episodio 4×13 “The fire in the ice”) sul campo e va a casa di Booth a trovarlo diverse volte.

Questo stratagemma permetterà a David Boreanaz di avere meno scene sul set e quindi più tempo per preparare il successivo episodio (410 “The bones that foam”), di cui sarà regista.

Riassunto e traduzione a cura di crisssbit

Tre ragazzi, appassionati di fantasy, stanno perlustrando le fogne quando si imbattono in un cadavere di una donna vestita da principessa.
Le indagini vengono affidate a Bones e all’agente Perotta, dato che Booth se ne sta a casa, con un mal di schiena infernale (in realtà, il tutto si rivela un pretesto per permettere a Boreanaz di preparare l’episodio successivo, 410 “The bones that foam” di cui sarà anche il regista).

Il cadavere ritrovato viene identificato come Kendra Kim, una giovane donna che per vivere lavorava in una sorta di museo fantasy/medievale per appassionati del genere.

Bones e Perotta parlano con Shiny Kopinski, una collega di Kendra.
Shiny rivela che Kendra stava per dare una svolta alla propria esistenza, essendo in procinto di concludere un grosso affare, che le avrebbe portato in tasca un bel gruzzolo.
Shiny indica anche in Peter Kroon l’unico confidente di Kendra.
Bones e Perotta parlano con questo strano personaggio, esperto rivenditore di oggetti e armi fantasy, tra cui anche oggetti di scena per film.
Da Peter scopriamo che Kendra era in possesso di un prezioso oggetto di scena, una replica della spada di Excalibur, utilizzata nel primissimo film fantasy girato nella storia del cinema. Questo oggetto, se rivenduto, avrebbe portato al venditore un sacco di dollari.

Booth nel frattempo se ne sta a casa, ma interagisce con Bones e Perotta nelle indagini, collegato tramite computer portatile.
Durante l’interrogatorio del padre della ragazza morta, Booth è “presente” in collegamento video, ma si creano molte incomprensioni, quindi Perrotta decide di staccare la connessione, con grande disappunto di Booth.

Proseguendo nelle indagini, scopriamo il coinvolgimento di Valerie Daniels, una collazionatrice di oggetti fantasy e rari, che avrebbe potuto uccidere Kendra per ottenere Excalibur.
Valerie però ha un alibi per la notte dell’omicidio.
Le indagini di Bones e di Perotta tornano quindi al punto di partenza.

Non si capisce bene come, si arriva a Chip Derf, responsabile della casa d’asta del MagiCon, la galleria fantasy/medievale per la quale Kendra lavorava.
Grazie al prezioso intervento di Sweets, scopriamo che Chip aveva venduto a Valerie i dati di Kendra (nome ed indirizzo), in quanto proprietaria di Excalibur.
Kendra si era rivolta a Chip per vendere Excalibur.

Dalle battute di Sweets e di Perotta si capisce che ad un punto Bones e Sweets vengono attaccati da Peter Kroon: Brennan si difende ferendo Kroon ad un braccio, fatto che contribuirà ad identificarlo come assassino.
E infatti le indagini si concludono con l’arresto di Peter Kroon, innamorato di Kendra, l’uomo che le aveva regalato Excalibur.
Avendo scoperto che Kendra voleva mettere all’asta Excalibur per poter pagare l’affitto, Peter l’ha uccisa.

L’episodio si chiude con Brennan, a casa di Booth, che esamina le sue radiografie, mentre i due parlano anche del caso appena risolto.

QUALCHE SCENA

# Booth cerca disperatamente di restare coinvolto nelle indagini:
Al telefono, in viva voce:
Bones: Booth è sotto l’effetto di antidolorifici. Il padre della vittima sta arrivando?
Booth (al telefono): Voglio esserci anch’io.
Bones: Non puoi! (a Perotta) Non può.
Perotta: Perché?
Booth: Sì che posso! (a Bones) Perché sei ancora al telefono?
Bones: No, Agente Perotta, la sua schiena è messa male, non può essere qui. Non può permetterglielo.
Booth: Sono l’investigatore in carica, qui.
Bones: E sei anche fatto di antidolorifici
Perotta è dubbiosa, questi due sono incredibili…
Booth: Non dire così Bones. Non ascoltarla, Perotta!

# Le indagini senza Booth:
Agente Perotta (registra i suoi appunti in un registratore): Tagli precisi sul divano e la rimozione della griglia di ventilazione suggeriscono…
Hodgins arriva e la interrompe:
Hodgins: Booth di solito non ci vuole sulla scena
Perotta: Beh, io non sono Booth
Hodgins (guardandola): No, non lo sei.
Perotta: sto registrando i miei appunti.
Hodgins: Giusto! Io sto raccogliendo prove.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: