L’adattamento di Bones in 3 parole

Questa sera su Fox (canale 112 della piattaforma satellitare) andrà in onda l’episodio “Il segreto dell’atleta” (9×23, The Drama in the Queen) e, un membro del nostro staff, Teresa Soldani, ci ha rilasciato un’intervista esclusiva in merito all’adattamento. Ma voi vi siete mai chiesti che cosa vuol dire “adattare” un episodio?

Piccola premessa: Teresa si è occupata per anni delle schede dedicate all’adattamento pubblicate sul nostro sito. Un po’ perché è nella sua natura indagare e approfondire, un po’ perché si sentiva “tradita”, come molti di noi, dal risultato ottenuto una volta che gli episodi venivano trasmessi in italiano. A volte si trattava solo di piccole sfumature nella traduzione, a volte di veri e propri strafalcioni o libere interpretazioni di chi si occupava di questo prima di lei e che solo chi segue il telefilm in lingua originale può percepire. Grazie proprio a queste schede, Teresa è riuscita a fare il grande passo, passando dall’altro lato della barricata quando il nuovo direttore del doppiaggio, Nicola Marcucci, che ha preso in mano la direzione della serie a partire dalla nona stagione, dopo averle lette, l’ha chiamata e le ha proposto di imparare questo mestiere. Era logico, quindi, dedicarle uno spazio speciale, visto che questa sera andrà in onda proprio l’episodio da lei interamente adattato! Sì, avete capito bene. Teresa fa parte della squadra degli adattatori di Bones! Un primo risultato da lei ottenuto, grazie al sostegno del nuovo direttore, è la corretta pronuncia del cognome del nostro agente speciale preferito: l’avete sentita anche voi la differenza? Bene, il suo compito non è finito qui. Grazie alla sua conoscenza approfondita del telefilm, è riuscita anche a far capire meglio quelle piccole sfumature riguardo il carattere dei personaggi. E non è poco!

Ecco che cosa ha dichiarato in questa intervista esclusiva rilasciata a noi.

3 parole per descrivere il doppiaggio.

Il doppiaggio non so se te lo posso descrivere, ho solo assistito, ma non ho idea di cosa significhi studiare per diventare un bravo doppiatore o cosa si debba fare, per descriverlo seriamente dovrei conoscerlo meglio di quanto non lo conosca, non ho – sinceramente – la pretesa di descriverlo.

3 parole per descrive l’adattamento.

L’adattamento? Direi che, fatto come mi è stato insegnato, è impegnativo, gratificante ed indispensabile.
Impegnativo: perché è un lavoro davvero duro e lungo da portare a termine e per cui ci vuole una grande pazienza e tanto tempo. Il secondo viene spesso a mancare perché si richiede, sempre più spesso, di fare tutto e subito, con il risultato che si fa presto e male.
Gratificante: perché quando ti capita di buttare due ore su una maledetta frase che non riesci ad adattare nella maniera corretta, perché il senso non è esattamente come quello espresso nell’originale o i battiti o il ritmo interno della frase non sono quelli giusti, ma poi trovi la soluzione, la soddisfazione è immensa. E la senti solo tu. Capita spesso che un passaggio che in sede di adattamento è risultato particolarmente ostico, arrivati in sala doppiaggio, venga sbolognato in un attimo e senza problemi dagli attori. Ma è il bello di un buon adattamento, non dare problemi in sala e non far perdere tempo ad attori e direttore del doppiaggio. Non aspettatevi nessuna pacca sulla spalla però, perché nessuno saprà che tu, proprio su quello scambio, hai perso sudore e sonno.
Indispensabile: è il termine che, probabilmente, fino a 8 mesi fa non avrei nemmeno mai pensato di usare…d’altronde io sono quella che guarda film e serie in lingua originale proprio perché infastidita dal doppiaggio. Ma ho imparato a percepire la differenza tra un lavoro di adattamento fatto come si deve e uno che crea solo frustrazione in chi ascolta. La possibilità di fare bene questo mestiere esiste eccome e quando le stelle permettono che ciò avvenga, lo spettatore non si accorge di nulla, semplicemente si gode il prodotto finito uscendo dall’esperienza avendo provato delle emozioni. Ecco, se potessi aggiungere un quarto aggettivo direi che è un mestiere umile, perché quando funziona nessuno se ne accorge, nessuno verrà a dirti “complimenti,” perchè le persone saranno impegnate piuttosto a parlare delle sensazioni che quel film o l’episodio di quella serie hanno trasmesso loro.

Ecco quindi quello che per lei significa “adattare”.

Se anche voi siete curiosi e volete sapere qualcosa di più, questo è il momento giusto per fare delle domande! Siamo orgogliosi di te, Teresa, e a voi … non ci resta che augurarvi buona visione!

a cura di: Cristina

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